venerdì 28 agosto 2026

Parte di me

 

 

Anche oggi fai parte di me,

con il tuo sorriso limpido, le

tue certezze, i tuoi rimpianti.


Vivo l’ieri andato; il domani

incerto da attraversare ancora.


Il sole fulgido all’improvviso

celato da uggiose nuvole che

promettono leggere piogge e

regalano temporali con saette. 

 

Nella mia mente solo un volto

che angoscia le notti e i giorni,

fantasticando labbra che sanno

di frutta fresca da accarezzare.


Anche oggi fai parte di me con

le illusioni private di un futuro.


                      Giuseppe Romano


28/08/2026

giovedì 27 agosto 2026

Verona silente di Fabrizio Avena


Un viaggio molto particolare si accinge ad affrontare, in questa nuova ricerca fotografica, Fabrizio Avena, artista veronese di origine palermitana.

L’amore per una città si può esprimere in vari modi, con parole, gesti, informazione; in questo nuovo lavoro l’autore ha optato per una città silente, proponendo al lettore la visione di foto, tutte rigorosamente in bianco e nero, dei luoghi più belli della sua Verona, fotografati in momenti diversi del giorno, tutti con un unico tema: il silenzio e la solitudine.

Inizia così un percorso che ci invita ad osservare i luoghi e le sculture fotografati in doverosa contemplazione per meglio assorbire le emozioni che esse ci trasmettono, ammirando le luci e le ombre che sapientemente l’autore pone in evidenza con la sua fotografia.

Appaiono allora volti che Avena definisce “Volti languidi, intagliati, immortalati nei bagliori che mutano”, con la statua di Dante che vigila in piazza dei Signori e la statua d’amore di Lliang Shanbo e Zhu Yinstai (Romeo e Giulietta d’Oriente) che con le loro statue presenziano l’ingresso al museo degli affreschi e la tomba di Giulietta.

I palazzi di Verona vengono presentati nella loro bellezza neoclassica, con particolari di statue, portoni e finestre; le Asrche Scaligere descritte minuziosamente con le tombe dei Principi Scaligeri, fino alle varie Porte di Verona che fanno parte integrante della città (Porta San Zeno, Palio, Vittoria, Vescovo, ecc.), per proseguire con i Bastioni realizzati negli anni remoti a salvaguardia della Città.

Castelvecchio, fortino medievale posto al centro storico di Verona, si mostra con luci e ombre nella sua imponenza e fa da prologo alle foto dei ponti che consentono l’attraversamento del fiume Adige, fiume simbolo della Città di Verona.

Altro luogo simbolo “Via del Pallone”, strada del centro storico di Verona dedicata al vecchio gioco del pallone.

Il fascino di Piazza Erbe e dell’Arena viene proposto dall’autore anch’esso nell’attimo silente, quasi di meditazione, unitamente alle vetrine di negozi e ristoranti che con i loro riflessi ci mostrano un mondo metafisico tra il reale e il virtuale, completato dall’immagine di biciclette e ruote che, attraverso i raggi, consentono la visione dell’Arena che sovraintende alla quotidianità di Verona.

Il consueto, splendido, reportage fotografico di Fabrizio Avena che ci svela i misteri e la vita di un mondo che, altrimenti, rimarrebbe oscuro a chi, privo di stimoli, non riesce a guardare oltre la sua normalità.

                                                                     Giuseppe Romano

Malcesine, 27/08/2026

lunedì 24 agosto 2026

Bistrot e Bar di Fabrizio Avena


Intorno alla fine del XVII secolo, con l’evolversi di nuovi momenti storici fra i popoli europei, nacquero luoghi di aggregazione che contribuirono a mutare la società e ad accrescere, fra l’altro, gli scambi culturali.

Il bisogno di provare esperienze e modi di vivere non poteva che svilupparsi in locali accoglienti, luminosi o intimi, luoghi che nel linguaggio comune presero il nome di bistrot (dal francese) o bar o caffè, ma che rappresentavano tutti un luogo rifugio da utilizzare per incontrarsi, scrivere, bere.

Con queste premesse Fabrizio Avena, fotografo veronese palermitano d’origine, in questa nuova pubblicazione ci presenta luoghi e gente diversa al fine di testimoniarne l‘originalità.

Con l’analisi lucida che gli conosciamo, l’artista, dopo averci introdotto la storia del fenomeno, ci conduce per mano attraverso l’Italia, da Venezia a Palermo, per presentarci con le sue foto i Mercati e i Bar di Palermo, sua terra di provenienza, dalla Vucciria (immortalata in una tela dal pittore bagherese Renato Guttuso), a Ballarò, al Centro Storico (Via Maqueda), con la vita frenetica dei mercati popolari, con i suoi fumi provenienti dalle carni arrostite, consentendo a chi ammira le foto di assaporare, quasi, gli odori e i sapori del cibo esposto da cuocere alla brace, la diversa mercanzia e la sicilititudine che ci assale con il solo sguardo.

Proseguendo nel suo viaggio, l’autore si sposta sul Lago di Garda in Provincia di Verona, con i suoi bellissimi paesini da sempre fonte di turismo, proveniente specialmente dal Nord Europa, con le foto di bar e ristoranti pieni di volti di diverse etnie.

La Valpolicella anch’essa sede di Bistrot ci viene presentata nella sua architettura variegata, per proseguire a Montorio, a Quinto (VR), a Riva del Garda (TN).

Il viaggio continua con alcuni Bar a Verona per concludersi nel luogo che ha reso Verona conosciuta in tutto il mondo: Piazza Bra e l’Arena, con i suoi Caffè, i Ristoranti con i loro interni e i loro esterni, le diverse bottiglie esposte con le varie bevande da somministrare ai clienti, rendendoli a loro agio a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Un percorso interessante, rigorosamente in bianco e nero, per rivalutare le luci e le ombre che intersecano gli scatti della macchina fotografica, unendo la vita e la storia, nonché l’uomo e il tempo che, inesorabile, scivola via.

Un nuovo messaggio di speranza che il Maestro Avena invia al mondo con la sua arte e la sua fotografia.

                                                                       Giuseppe Romano

Malcesine, 24/08/2026

 

martedì 18 agosto 2026

Tra Terra, Acqua e Cielo. (La storia, gli affreschi, le statue delle Chiese di Venezia) di Fabrizio Avena

 

Venezia è una città che non finisce mai di sorprendere il visitatore.

Le ricchezze delle opere presenti, l’immensità dei suoi personaggi, la varietà delle architetture che ha reso unica la città sono fonte di ispirazione per un artista come Fabrizio Avena che ha bisogno di vedere e impressionare con la sua fotografia tutto ciò che i suoi occhi percepiscono per trasmettere ai suoi estimatori le emozioni che lo coinvolgono, aiutato dalle sue origini palermitane pregne di cultura etrusca, greca, spagnola, araba.

Il lavoro oggetto delle sue ricerche riguarda le Chiese di Venezia, che lui ci presenta con dovizia di particolari, narrandocene le origini, l’architettura, la storia di Madonne e Capitelli.

La sua macchina fotografica spazia dalla Chiesa Santa Maria di Nazareth alla Chiesa dei Santi Simeone e Giuda a quella di Santa Maria del Giglio e alla Chiesa di San Mosè Profeta.

Il suo viaggio continua con la Chiesa di San Rocco e San Bartolomeo, non dimenticando la Chiesa di Santa Sofia, nonché quella di San Geremia e Santa Maria dei Miracoli fino alla Chiesa di Santa Maria Assunta, alla Chiesa di Santa Maria Maddalena e altre ancora.

Di tutte ci mostra gli esterni e gli interni, gli altari e i battisteri, le opere d’arte che fanno parte di ognuna di esse per concludere il suo viaggio con la Basilica di San Marco, emblema della Città di Venezia e dei veneziani tutti.

La fotografia di Fabrizio Avena si alterna tra lo splendido bianco/nero, che valorizza i soggetti fotografati con le luci e le ombre, ed il tenue colore che mette in risalto le cupole in oro o taluni aspetti delle opere anche all’interno delle chiese che meritavano maggiori attenzione.

Il maestro Avena ci presenta un’opera unica valorizzando con la sua fotografia un altro aspetto culturale di Venezia, arricchendo la conoscenza di una città che tutto il mondo ci invidia.

                                                                        Giuseppe Romano

Malcesine, 17/08/2026

sabato 8 agosto 2026

Canaletto e le mie fotografie di Fabrizio Avena

 

Venezia, città unica al mondo, è sempre stata fonte di ispirazione di artisti e visitatori.

Pittori, fotografi, scultori, hanno immortalato con le loro opere monumenti, paesaggi, la storia della città simbolo dell’Italia in tutto il mondo.

Giovanni Antonio Canal (1697 – 1760), detto Canaletto, con la sua pittura, dipinse Venezia trasmettendoci l’atmosfera, i colori, la luce della città, immortalando opere e luoghi particolari.

Cogliendo questo aspetto unico dei luoghi, Fabrizio Avena, fotografo siciliano di origine, ma veronese di adozione, in questa sua nuova raccolta di fotografie ci conduce per mano in un viaggio suggestivo immortalando momenti di Venezia che non saranno facilmente dimenticati con le sue chiese, i palazzi, i ponti, la maestosità del Canal Grande, con le attività in esso svolte (mercantili e sportive), le opere del Canaletto, la mobilità del visitatore e Piazza San Marco con l’immensa Piazza e il Campanile.

L’autore si sofferma sui lampioni e sulle gondole, simbolo di amore e intimità, per porre in evidenza l’indispensabilità umana che in tutti i continenti rappresentano la luce e i mezzi di trasporto, raccontandoci dei palazzi che si affacciano sul Canal Grande, tutti vetusti di storia e regalità.

Nelle sua arte Fabrizio Avena alterna colore (sempre tenue) e bianco/nero per evidenziare meglio le ombre, i riflessi nell’acqua con il ponticello che sembra capovolto, ed i palazzi, in inverno quasi nascosti dalla nebbia.

In molte foto si ha l’impressione che la Città sia immobile con le barche ancorate ai muri e con l’acqua che rimane fissata dallo scatto della macchina fotografica e, quando pensi che il viaggio sia giunto al termine, nuove immagini di Piazza San Marco, del Duomo, dei cavalli e del leone ti stordiscono.

Fabrizio, con una riflessione illuminante, ci rammenta che “Venezia può essere letale, ma apparentemente dismessa, profondamente subdola, inesorabilente misteriosa”.

Credo che con questa nuova opera Fabrizio Avena abbia colto nel segno consegnandoci Venezia nella sua completa essenza.

                                                                              Giuseppe Romano

Malcesine, 8/08/2026

mercoledì 5 agosto 2026

Inconscio


E’ troppo importante

per lasciarla andare.


Col rumore là fuori

che mi distoglie e la

luce che illude facendo

svanire la figura eterea,

i sensi non allineati.


Se chiudo gli occhi ritrovo

l’anima che circonda il mio

corpo e le parole, miele per

la melodia che mi penetra.

 

La strada, oramai breve, ancora

da attraversare evitando birilli

per non cadere tra le foglie aride.


Chiamo la vita per non restare al buio.


                                  Giuseppe Romano


5/08/2026





 

 

 

                             

mercoledì 29 luglio 2026

La mia Isola (La Sicilia non è un'Isola, ma un Continente) di Fabrizio Avena

 

Lasciare la terra d’origine è doloroso e nell’animo umano resta un sapore di amaro che non sempre (direi mai) viene dimenticato.

Quando poi questi sentimenti sono propri di Fabrizio Avena (palermitano di origine, ma veronese d’adozione), nasce, imperiosa, l’esigenza di documentare, ricordare, descrivere ciò che è ancora parte di lui e della sua arte.

In questo lavoro emerge l’amore per la propria terra d’origine e, attraverso la fotografia, la testimonianza di luoghi che non saranno mai dimenticati.

L’autore ci propone la sua opera partendo dalla Valle dei Templi di Agrigento (antica Akragas), proseguendo per Sciacca con il suo mare e le ceramiche, Palermo e le sue bellezze artistiche , il Duomo di Cefalù e quello di Monreale (con il Cristo Pantocratore), le città archeologiche sul Monte Jato e Himera, con escursione in tutte le Province siciliane, soffermandosi in tutte per documentare la storia e le bellezze della sua (nostra) Isola,

Un viaggio interessante che attraverso le foto, si trasforma in storia per narrare le civiltà che hanno, nei secoli, contaminato l’isola contribuendo ad arricchire le coscienze e la cultura degli indigeni.

Le foto in bianco e nero si alternano a quelle a colori per una migliore lettura delle immagini pubblicate.

Uno splendido lavoro, dedicato interamente alla sua Isola (che nel suo essere Isola rimane un Continente), che esalta l’ingegno di Fabrizio Avena, maestro di fotografia.


                                                                            Giuseppe Romano

Malcesine, 29/07/2026

lunedì 27 luglio 2026

L'Adige e la sua Verona di Fabrizio Avena

 

L’Adige, secondo fiume italiano dopo il Po, nasce presso il Passo Resia nell’Alta Val Venosta, attraversa la Provincia di Bolzano e, dopo avere bagnato le Province di Trento, Verona, Padova, Rovigo e Venezia, sfocia nell’Adriatico per una lunghezza di circa 410 Km.

L’attenzione di Fabrizio Avena, fotografo di origine siciliana, ma veneto d’adozione, si sofferma sul fiume che attraversa la sua Verona per descrivere con le sue foto gli angoli nascosti e suggestivi, i ponti, le rive e, pescando negli Archivi Pubblici, i disastri subiti dalla Città a seguito di inondazioni che hanno causato a volte il mutamento delle strutture rimaste coinvolte.

Si evince dalle foto la forza del fiume e la bellezza del paesaggio, la flora che vive in simbiosi con l’acqua, il connubio tra la città e la periferia attraversata dalle stesse acque.

Il bianco e nero e il colore tenue delle foto si alternano per porre in evidenza la luce e le ombre di luoghi che, con la fotografia di Fabrizio Avena, si presentano nella loro bellezza artistica e umana. Alcuni primi piani servono a presentarci la bellezza dei fiori presenti nel territorio con in lontananza, quasi mimetizzati nella nebbia, i ponti che servono per collegare le sponde del fiume.

Il solito, splendido lavoro di Fabrizio Avena che testimonia la sua bravura interpretativa nel fissare i luoghi da lui fotografati.


                                                                               Giuseppe Romano

Malcesine, 27/07/2026

giovedì 16 luglio 2026

Mura e bastioni di Verona di Fabrizio Avena

 

Vivere una città è importante. Conoscerla per le sue origini e per la sua storia necessario per poterla presentare al visitatore che, magari per la prima volta, si trova ad ammirare i suoi monumenti, le sue strade, le sue mura.

E’ quello che fa, magistralmente, nel suo nuovo lavoro, Fabrizio Avena, fotografo di origini palermitane che vive e lavora a Verona.

Con “Mura e bastioni di Verona” Avena ci consente, attraverso le sue immagini, di conoscere la Città di Verona, le Mura, i Bastioni che ne hanno garantito nei secoli la sicurezza.

Con la consueta descrizione storica (corollario di ogni singola foto), l’autore ci presenta le tante “Porte” che consentono l’ingresso alla Città, Vicolo del Pallone, i Bastioni della Maddalena, il Castello di San Felice ed altro ancora, con una analisi completa sulle origini e sui momenti storici vissuti dai monumenti.

La fotografia viene presentata alternativamente a colori (colori tenui che valorizzano i monumenti fotografati) e il bianco e nero che più profondamente fanno risaltare il gioco delle ombre.

Un lavoro magnifico che esalta la bravura dell’autore e la bellezza dell’opera nella sua interezza.


                                                                     Giuseppe Romano

Malcesine, 14/07/2026

lunedì 13 luglio 2026

Il nodo

 

Parole, sguardi ed i silenzi

a cementare quel nodo che

allacciava morigerati corpi.


Uno dopo l’altro i giorni e

le notti con il nodo saldato

a trattenere lacrime amare

per non ricordare tramonti;

il sole occultato dai monti.


E il nodo lottava con paura.


Improvviso il lamento di un

passero a rammentare vacue

certezze e il tempo evaporato

tra sentieri intricati della vita.


Temporali estivi, imbevuti di

violenza, mutavano gli amori

con il nodo turbato dal vento

che fuggiva e liberava i corpi

destinati a vagare desolati tra

le correnti di insicuri oceani.


Un nodo sciolto tra le lacrime,

i ricordi e gli attimi scippati al

mondo per raggirare l’aria e la

normalità che vive nella nebbia.


                          Giuseppe Romano


13/07/2026







martedì 30 giugno 2026

Verona - Centro Storico tra Vicoli e Palazzi di Fabrizio Avena

 

Fabrizio Avena, fotografo siciliano che vive e lavora a Verona, con questa opera ci prende per mano e ci accompagna, con le sue foto, attraverso il centro storico di Verona con i suoi vicoli e i suoi antichi palazzi.

Un viaggio che evidenzia questi vicoli e palazzi nella loro bellezza artistica ed in momenti particolari: la solitudine.

L’autore, infatti, ha fissato le immagini nell’attimo in cui l’oggetto fotografato era solo con se stesso, in un silenzio che nasconde le grida di chi ha vissuto e vive in questi luoghi, raccontando il tempo che scorre inesorabile senza soluzione di continuità.

Ogni luogo fotografato è descritto e argomentato, narrandone le origini, la loro storia, le famiglie antiche che hanno contribuito a realizzare i vari palazzi.

Emergono, pertanto, particolari che servono a rendere manufatti immortalati nelle foto artisticamente validi affinché il lettore possa rimanere incantato non solo dalle foto, ma anche dalla storia e dai personaggi che hanno vissuto nei palazzi.

Per ultimo, ma non ultimo, oggetto delle foto è il simbolo che ha reso celebre Verona in tutto il mondo: l’Arena.

Anfiteatro romano, situato nel centro storico di Verona, teatro lirico per eccellenza, ospita le stagioni liriche estive oltre che eventi di caratura internazionale.

Un plauso a Fabrizio Avena per la consueta e certosina ricerca delle bellezze architettoniche che valorizzano la città di Verona.

                                                                              Giuseppe Romano

Malcesine, 30/06/2026

venerdì 26 giugno 2026

Concerto al lido

 

Si fondono note di violino e piano

con la musica che nasce spontanea

dall’acqua cullata da venti leggeri.

                               

Il dio sole stira le membra assopite

ma non palesa sornione i suoi dardi

dal Baldo certo incantato dalle note

che mani sapienti regalano all’etere.


Raggiunge i cuori di tutti gli astanti

il suono che avvolge spazi incantati

col respiro sospeso e silente e bimbi

in ascolto in attesa di giochi proibiti.

 

                                  Giuseppe Romano


26/06/2026


Concerto all’alba.

Lido Sopri Malcesine.

Violino Mjlla Franetovich

Pianoforte Stefano Zeitler 

 

                                                                   

 

                                                           


martedì 16 giugno 2026

Il vento dell'Est

 

Tra le pieghe del mio corpo fruscii

leggeri stordivano la mente oramai

satura di immagini e parole, giorno

dopo giorno, raccattate lungo le vie

attraversate dal mio fragile essere.


Le vie tracciate immuni da ostacoli

per riassicurare verginità all’anima.


Improvviso, il vento dell’Est cinge

impetuoso, trafigge carne e anima,

infrange le certezze del tuo mondo.


Una luce di smeraldo, acquietato il

vento, dona linfa a un’anima persa.


                              Giuseppe Romano


16/06/2026



sabato 13 giugno 2026

Serata


                                                   Osservo questi volti con letizia.


Voci confuse seguono l’arcano

con la nebbia che anela il sole.


Amici rincorrono l’avvenire

spendendo ore per rinsaldare

intese da non logorare a notte.


Navene e Benaco, accarezzati

dalla luna, vegliano su anime

che sollevano calici all’incerto

domani nell’attesa di luminosi

giorni avulsi da tortuose strade.


                        Giuseppe Romano


12/06/2026


Serata con gli Amici di Navene


 

venerdì 5 giugno 2026

"Tra terra, Acqua e Cielo" di Fabrizio Avena.

 

Venezia, Città Universale, è da sempre al centro delle attenzioni degli Umani per le sue particolari caratteristiche strutturali.

Con i canali, i palazzi, i giardini, le Chiese, è rimasta uguale a se stessa da secoli, miraggio di innamorati che l’attraversano estasiati sulle gondole, mirando l’acqua e il cielo.

E’ di tutto ciò che Fabrizio Avena, fotografo palermitano che abita e lavora a Verona, ci parla nelle sue foto.

In questo nuovo lavoro la sua curiosità di osservatore è mirata alle tante chiese che arricchiscono Venezia, tutte con la loro storia e bellezza artistica.

Il suo viaggio inizia dalla Chiesa Santa Maria di Nazareth, alla Chiesa dei Santi Simeoni e Giuda, alla Chiesa di Santa Maria del Giglio e a tante altre, fino alla Basilica di San Marco, Duomo della Città e simbolo stesso di Venezia.

La mano di Fabrizio, accompagnato dalla sua macchina fotografica, fissa, delle Chiese, particolari e strutture, alternando il colore e il bianco-nero, evidenziando particolari non percepibili ad una visione sommaria e non analitica.

L’autore correda le foto con una precisa descrizione sulle origini e sui materiali utilizzati nella loro costrruzione, svelandoci i periodi storici in cui le chiese sono state realizzate.

Un interessante lavoro a testimoniare la validità e il talento di Fabrizio Avena che ci fa immergere nella storia, nella civiltà, nel tempo che ci travolge, ma non dimentica il vissuto.                    

                                                                             Giuseppe Romano

Malcesine, 27/05/2026

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...