giovedì 27 agosto 2026

Verona silente di Fabrizio Avena


Un viaggio molto particolare si accinge ad affrontare, in questa nuova ricerca fotografica, Fabrizio Avena, artista veronese di origine palermitana.

L’amore per una città si può esprimere in vari modi, con parole, gesti, informazione; in questo nuovo lavoro l’autore ha optato per una città silente, proponendo al lettore la visione di foto, tutte rigorosamente in bianco e nero, dei luoghi più belli della sua Verona, fotografati in momenti diversi del giorno, tutti con un unico tema: il silenzio e la solitudine.

Inizia così un percorso che ci invita ad osservare i luoghi e le sculture fotografati in doverosa contemplazione per meglio assorbire le emozioni che esse ci trasmettono, ammirando le luci e le ombre che sapientemente l’autore pone in evidenza con la sua fotografia.

Appaiono allora volti che Avena definisce “Volti languidi, intagliati, immortalati nei bagliori che mutano”, con la statua di Dante che vigila in piazza dei Signori e la statua d’amore di Lliang Shanbo e Zhu Yinstai (Romeo e Giulietta d’Oriente) che con le loro statue presenziano l’ingresso al museo degli affreschi e la tomba di Giulietta.

I palazzi di Verona vengono presentati nella loro bellezza neoclassica, con particolari di statue, portoni e finestre; le Asrche Scaligere descritte minuziosamente con le tombe dei Principi Scaligeri, fino alle varie Porte di Verona che fanno parte integrante della città (Porta San Zeno, Palio, Vittoria, Vescovo, ecc.), per proseguire con i Bastioni realizzati negli anni remoti a salvaguardia della Città.

Castelvecchio, fortino medievale posto al centro storico di Verona, si mostra con luci e ombre nella sua imponenza e fa da prologo alle foto dei ponti che consentono l’attraversamento del fiume Adige, fiume simbolo della Città di Verona.

Altro luogo simbolo “Via del Pallone”, strada del centro storico di Verona dedicata al vecchio gioco del pallone.

Il fascino di Piazza Erbe e dell’Arena viene proposto dall’autore anch’esso nell’attimo silente, quasi di meditazione, unitamente alle vetrine di negozi e ristoranti che con i loro riflessi ci mostrano un mondo metafisico tra il reale e il virtuale, completato dall’immagine di biciclette e ruote che, attraverso i raggi, consentono la visione dell’Arena che sovraintende alla quotidianità di Verona.

Il consueto, splendido, reportage fotografico di Fabrizio Avena che ci svela i misteri e la vita di un mondo che, altrimenti, rimarrebbe oscuro a chi, privo di stimoli, non riesce a guardare oltre la sua normalità.

                                                                     Giuseppe Romano

Malcesine, 27/08/2026

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