lunedì 13 luglio 2026

Il nodo

 

Parole, sguardi ed i silenzi

a cementare quel nodo che

allacciava morigerati corpi.


Uno dopo l’altro i giorni e

le notti con il nodo saldato

a trattenere lacrime amare

per non ricordare tramonti;

il sole occultato dai monti.


E il nodo lottava con paura.


Improvviso il lamento di un

passero a rammentare vacue

certezze e il tempo evaporato

tra sentieri intricati della vita.


Temporali estivi, imbevuti di

violenza, mutavano gli amori

con il nodo turbato dal vento

che fuggiva e liberava i corpi

destinati a vagare desolati tra

le correnti di insicuri oceani.


Un nodo sciolto tra le lacrime,

i ricordi e gli attimi scippati al

mondo per raggirare l’aria e la

normalità che vive nella nebbia.


                          Giuseppe Romano


13/07/2026







martedì 30 giugno 2026

Verona - Centro Storico tra Vicoli e Palazzi di Fabrizio Avena

 

Fabrizio Avena, fotografo siciliano che vive e lavora a Verona, con questa opera ci prende per mano e ci accompagna, con le sue foto, attraverso il centro storico di Verona con i suoi vicoli e i suoi antichi palazzi.

Un viaggio che evidenzia questi vicoli e palazzi nella loro bellezza artistica ed in momenti particolari: la solitudine.

L’autore, infatti, ha fissato le immagini nell’attimo in cui l’oggetto fotografato era solo con se stesso, in un silenzio che nasconde le grida di chi ha vissuto e vive in questi luoghi, raccontando il tempo che scorre inesorabile senza soluzione di continuità.

Ogni luogo fotografato è descritto e argomentato, narrandone le origini, la loro storia, le famiglie antiche che hanno contribuito a realizzare i vari palazzi.

Emergono, pertanto, particolari che servono a rendere manufatti immortalati nelle foto artisticamente validi affinché il lettore possa rimanere incantato non solo dalle foto, ma anche dalla storia e dai personaggi che hanno vissuto nei palazzi.

Per ultimo, ma non ultimo, oggetto delle foto è il simbolo che ha reso celebre Verona in tutto il mondo: l’Arena.

Anfiteatro romano, situato nel centro storico di Verona, teatro lirico per eccellenza, ospita le stagioni liriche estive oltre che eventi di caratura internazionale.

Un plauso a Fabrizio Avena per la consueta e certosina ricerca delle bellezze architettoniche che valorizzano la città di Verona.

                                                                              Giuseppe Romano

Malcesine, 30/06/2026

venerdì 26 giugno 2026

Concerto al lido

 

Si fondono note di violino e piano

con la musica che nasce spontanea

dall’acqua cullata da venti leggeri.

                               

Il dio sole stira le membra assopite

ma non palesa sornione i suoi dardi

dal Baldo certo incantato dalle note

che mani sapienti regalano all’etere.


Raggiunge i cuori di tutti gli astanti

il suono che avvolge spazi incantati

col respiro sospeso e silente e bimbi

in ascolto in attesa di giochi proibiti.

 

                                  Giuseppe Romano


26/06/2026


Concerto all’alba.

Lido Sopri Malcesine.

Violino Mjlla Franetovich

Pianoforte Stefano Zeitler 

 

                                                                   

 

                                                           


martedì 16 giugno 2026

Il vento dell'Est

 

Tra le pieghe del mio corpo fruscii

leggeri stordivano la mente oramai

satura di immagini e parole, giorno

dopo giorno, raccattate lungo le vie

attraversate dal mio fragile essere.


Le vie tracciate immuni da ostacoli

per riassicurare verginità all’anima.


Improvviso, il vento dell’Est cinge

impetuoso, trafigge carne e anima,

infrange le certezze del tuo mondo.


Una luce di smeraldo, acquietato il

vento, dona linfa a un’anima persa.


                              Giuseppe Romano


16/06/2026



sabato 13 giugno 2026

Serata


                                                   Osservo questi volti con letizia.


Voci confuse seguono l’arcano

con la nebbia che anela il sole.


Amici rincorrono l’avvenire

spendendo ore per rinsaldare

intese da non logorare a notte.


Navene e Benaco, accarezzati

dalla luna, vegliano su anime

che sollevano calici all’incerto

domani nell’attesa di luminosi

giorni avulsi da tortuose strade.


                        Giuseppe Romano


12/06/2026


Serata con gli Amici di Navene


 

venerdì 5 giugno 2026

"Tra terra, Acqua e Cielo" di Fabrizio Avena.

 

Venezia, Città Universale, è da sempre al centro delle attenzioni degli Umani per le sue particolari caratteristiche strutturali.

Con i canali, i palazzi, i giardini, le Chiese, è rimasta uguale a se stessa da secoli, miraggio di innamorati che l’attraversano estasiati sulle gondole, mirando l’acqua e il cielo.

E’ di tutto ciò che Fabrizio Avena, fotografo palermitano che abita e lavora a Verona, ci parla nelle sue foto.

In questo nuovo lavoro la sua curiosità di osservatore è mirata alle tante chiese che arricchiscono Venezia, tutte con la loro storia e bellezza artistica.

Il suo viaggio inizia dalla Chiesa Santa Maria di Nazareth, alla Chiesa dei Santi Simeoni e Giuda, alla Chiesa di Santa Maria del Giglio e a tante altre, fino alla Basilica di San Marco, Duomo della Città e simbolo stesso di Venezia.

La mano di Fabrizio, accompagnato dalla sua macchina fotografica, fissa, delle Chiese, particolari e strutture, alternando il colore e il bianco-nero, evidenziando particolari non percepibili ad una visione sommaria e non analitica.

L’autore correda le foto con una precisa descrizione sulle origini e sui materiali utilizzati nella loro costrruzione, svelandoci i periodi storici in cui le chiese sono state realizzate.

Un interessante lavoro a testimoniare la validità e il talento di Fabrizio Avena che ci fa immergere nella storia, nella civiltà, nel tempo che ci travolge, ma non dimentica il vissuto.                    

                                                                             Giuseppe Romano

Malcesine, 27/05/2026

lunedì 1 giugno 2026

Ottanta

Raccolgo le fila del mio essere,

rivedo la luce col lampione e la

terra, a volte arida a volte umida,

che dà la vita all’albero di cedro e

al gelso che, maestoso e ombroso,

custodisce la strada sterrata e l’aia,

pronta ad ascoltare parole vane che

non riempiono domani da scoprire.

Il mio corpo non ancora deputato

a mirare stelle, eppure già nutrito

da mia madre con sforzo e amore.

Solo città dirute dalla guerra, morti

ancora da contare sul suolo amico,

nazione da fondare e la speranza di

vedere l’alba con la fine dell’inferno.

Ma dalle macerie sorge sempre il sole;

il popolo, chiamato a decidere il futuro

con il voto, segnava una nuova linea di

nazione e con le donne, che ci donano

la vita e ci proteggono, a partecipare in

massa la prima volta con anima gioiosa.

Un mesetto dopo nascevo anch’io, suono

delle campane a festa per Santa Rosalia e

un bimbo nato da una madre appena sposa

e la prole di una donna in cielo da accudire.

Per intanto la Repubblica cresceva a passi

lenti per rimarginare le ferite, non scordare

la storia, piantare il sacro seme della pace.

Crescevo e imparavo lento le parole, terre

lontane facevano parte del mio mondo e la

vita assaporava lacrime di gioia e di dolore.

Giorni e notti in alternanza, luci e ombre si

danno il cambio indifferenti agli umori che

investono sempre anime dannate e amabili.

La Repubblica e l’emigrante che insegue la

speranza del vivere normale, in compagnia

del vento e della pioggia, con la neve e con

sole a giorni alterni, conquistano anno dopo

anno ottanta primavere che sanno di vissuto,

di speranza e di futuro da vivere con i sogni

della notte, liberi dal buio che navi, condotte

da finti timonieri, le ciglia finte ad incantare

il mondo, disseminano alla deriva senza meta.


                                   Giuseppe Romano


1/06/2026


Il 2/06/2026 l’Italia festeggia

Ottant’anni ed io dopo un mese e mezzo.


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