Intorno
alla fine del XVII secolo, con l’evolversi di nuovi momenti storici
fra
i popoli
europei, nacquero luoghi
di aggregazione che contribuirono a mutare la società e ad
accrescere, fra l’altro, gli scambi culturali.
Il
bisogno di provare esperienze e modi di vivere non poteva che
svilupparsi in locali accoglienti, luminosi
o
intimi, luoghi che nel linguaggio comune presero il nome di bistrot
(dal francese) o bar o caffè, ma che rappresentavano tutti un luogo
rifugio da utilizzare per incontrarsi, scrivere, bere.
Con
queste premesse
Fabrizio Avena, fotografo veronese palermitano d’origine, in questa
nuova
pubblicazione
ci presenta luoghi e gente diversa al fine di testimoniarne
l‘originalità.
Con
l’analisi lucida che gli conosciamo, l’artista, dopo averci
introdotto la storia
del fenomeno, ci conduce per mano attraverso l’Italia, da Venezia a
Palermo, per presentarci con le sue foto i Mercati e i Bar di
Palermo, sua terra di provenienza, dalla Vucciria (immortalata in una
tela dal pittore bagherese Renato Guttuso), a Ballarò, al Centro
Storico (Via Maqueda), con la vita frenetica dei mercati popolari,
con i suoi fumi provenienti dalle carni arrostite, consentendo a chi
ammira le foto di assaporare, quasi, gli odori e i sapori del cibo
esposto da cuocere alla brace, la diversa mercanzia e la
sicilititudine che ci assale con il solo sguardo.
Proseguendo
nel suo viaggio, l’autore si sposta sul Lago di Garda in Provincia
di Verona, con i suoi bellissimi paesini da sempre fonte di turismo,
proveniente specialmente dal Nord Europa, con le foto di bar e
ristoranti pieni di volti di diverse etnie.
La
Valpolicella anch’essa sede di Bistrot ci viene presentata nella
sua architettura variegata, per proseguire a Montorio, a Quinto (VR),
a Riva del Garda (TN).
Il
viaggio continua con alcuni Bar a Verona per concludersi nel luogo
che ha reso Verona conosciuta in tutto il mondo: Piazza Bra e
l’Arena, con i suoi Caffè, i Ristoranti con i loro interni e i
loro esterni, le diverse bottiglie esposte con le varie bevande da
somministrare ai clienti, rendendoli a loro agio a qualsiasi ora del
giorno e della notte.
Un
percorso interessante, rigorosamente in bianco e nero, per
rivalutare le luci e le ombre che intersecano gli scatti della
macchina fotografica, unendo la vita e la storia, nonché l’uomo e
il tempo che, inesorabile, scivola via.
Un
nuovo messaggio di speranza che il Maestro Avena invia al mondo con
la sua arte e la sua fotografia.
Giuseppe
Romano
Malcesine,
24/08/2026