Venezia, città unica al mondo, è sempre stata fonte di ispirazione di artisti e visitatori.
Pittori, fotografi, scultori, hanno immortalato con le loro opere monumenti, paesaggi, la storia della città simbolo dell’Italia in tutto il mondo.
Giovanni Antonio Canal (1697 – 1760), detto Canaletto, con la sua pittura, dipinse Venezia trasmettendoci l’atmosfera, i colori, la luce della città, immortalando opere e luoghi particolari.
Cogliendo questo aspetto unico dei luoghi, Fabrizio Avena, fotografo siciliano di origine, ma veronese di adozione, in questa sua nuova raccolta di fotografie ci conduce per mano in un viaggio suggestivo immortalando momenti di Venezia che non saranno facilmente dimenticati con le sue chiese, i palazzi, i ponti, la maestosità del Canal Grande, con le attività in esso svolte (mercantili e sportive), le opere del Canaletto, la mobilità del visitatore e Piazza San Marco con l’immensa Piazza e il Campanile.
L’autore si sofferma sui lampioni e sulle gondole, simbolo di amore e intimità, per porre in evidenza l’indispensabilità umana che in tutti i continenti rappresentano la luce e i mezzi di trasporto, raccontandoci dei palazzi che si affacciano sul Canal Grande, tutti vetusti di storia e regalità.
Nelle sua arte Fabrizio Avena alterna colore (sempre tenue) e bianco/nero per evidenziare meglio le ombre, i riflessi nell’acqua con il ponticello che sembra capovolto, ed i palazzi, in inverno quasi nascosti dalla nebbia.
In molte foto si ha l’impressione che la Città sia immobile con le barche ancorate ai muri e con l’acqua che rimane fissata dallo scatto della macchina fotografica e, quando pensi che il viaggio sia giunto al termine, nuove immagini di Piazza San Marco, del Duomo, dei cavalli e del leone ti stordiscono.
Fabrizio, con una riflessione illuminante, ci rammenta che “Venezia può essere letale, ma apparentemente dismessa, profondamente subdola, inesorabilente misteriosa”.
Credo che con questa nuova opera Fabrizio Avena abbia colto nel segno consegnandoci Venezia nella sua completa essenza.
Giuseppe Romano
Malcesine, 8/08/2026