Cambiando canale TV osservo
l’ospite noto che parla di nulla.
E’ uno importante, si confronta,
ministro anche lui, con ministri
e presidenti di nazioni influenti.
Sento che parla di figli, di nuore,
di donne carine un po’ birichine e
di donne che si comportano bene,
indossano gonne, coprono gambe.
Afferma che al figlio da maritare
darebbe la donna bruttina, con la
gonna un po’ lunga, la vita priva
di arcobaleni che amano il vento
ed il sole, scartando quella carina
un po’ chiacchierata e progredita.
Mi sovviene il tempo passato, con
donne che hanno sofferto una vita
di stenti, un futuro da immaginare.
Hanno subito il padre-padrone, un
fratello che comandava, un marito
imposto dall’alto che stracciava le
vesti, annientava la mente e il viso,
con l’inferno compagno di viaggio.
Ritorno a una vita vissuta dagli avi,
senza la luce del giorno, il pensiero
di uno che dovrebbe indicare la via
al popolo che si riteneva affrancato
da un mondo senza primitivi diritti.
Il treno, governato da uomini stolti,
al primo scambio sgarrato, deraglia
andando a schiantarsi in un burrone.
Giuseppe Romano
21/09/2026