Parole, sguardi ed i silenzi
a cementare quel nodo che
allacciava morigerati corpi.
Uno dopo l’altro i giorni e
le notti con il nodo saldato
a trattenere lacrime amare
per non ricordare tramonti;
il sole occultato dai monti.
E il nodo lottava con paura.
Improvviso il lamento di un
passero a rammentare vacue
certezze e il tempo evaporato
tra sentieri intricati della vita.
Temporali estivi, imbevuti di
violenza, mutavano gli amori
con il nodo turbato dal vento
che fuggiva e liberava i corpi
destinati a vagare desolati tra
le correnti di insicuri oceani.
Un nodo sciolto tra le lacrime,
i ricordi e gli attimi scippati al
mondo per raggirare l’aria e la
normalità che vive nella nebbia.
Giuseppe Romano
13/07/2026
Nessun commento:
Posta un commento