Lo spazio abitato da
vocii incontrollabili
che sanno di niente.
Radar celano droni
destinati a colpire i
cieli di terre remote.
Finti statisti giurano
pace perenne a gente
che sopporta la fame.
Un bimbo, seppellito
tra le antiche macerie
di un palazzo piegato,
brama la madre persa
nel nulla, con il cielo
che regalava la morte.
Senza fermarsi sirene
urlano truci messaggi
a etnìe piene di nulla.
Fantasmi a richiamare
battaglie raccontate in
volumi di fatti cruenti.
Rintocchi di campane
che evocano cadaveri
figli di spogli domani.
Giuseppe Romano
05/03/2026
Nessun commento:
Posta un commento