giovedì 19 marzo 2026

- I nostri olivi, ieri,oggi e... domani? Uno sguardo da Malcesine.

 

UNIVERSITA’ DEL TEMPO LIBERO

MALCESINE – PALAZZO DEI CAPITANI


ANNO ACCADEMICO 2025-2026


- I nostri olivi, ieri, oggi e.… domani? Uno sguardo da Malcesine.

Relatore: Benigno Barzoi.


I temi trattati in quest’Anno Accademico 2025-2026 hanno toccato, nella maggior parte dei casi, argomenti relativi ai capolavori artistici dell’umanità esistenti in Italia (dalla Cappella Sistina, alle meraviglie di Sabbioneta e Mantova, al Sacro Speco di San Benedetto), nonché ad altri argomenti storici e culturali (da Dante al Sacro Romano Impero) che hanno attraversato l’Italia intera nella sua millenaria esistenza.

Benigno Barzoi, oggi, ci parla di un argomento che ci interessa più da vicino e che riguarda la storia di Malcesine e il suo territorio: I nostri olivi.

Giuseppe Trimeloni, autore del volume “Malcesine, Toponimi e Memorie”, pubblicato nel 1999 a cura della Amministrazione Comunale di Malcesine – Assessorato alla Cultura, scrive che “Il territorio del Comune di Malcesine copre buona parte della costa occidentale del Monte Baldo che, con differente ripidità, si spinge fino alla riva del Lago di Garda per una lunghezza, da nord a sud, di una dozzina di chilometri.” Ci informa, poi, che il Monte Baldo separa Malcesine dal territorio di Brentonico e che è un territorio tutto in pendìo stretto fra il lago e le cime montane, con una vegetazione boscosa estesa ovunque.

Questa conformazione strutturale, la montagna e il lago, ha orientato l’economia degli anni passati di Malcesine (adesso retta da una attività prettamente turistica) determinata dai prodotti della terra: ulivi, gelsi, un po’ di viti e poi bosco, pascoli, malghe, legna da ardere. A margine la pesca, considerata “la pesca dei contadini-pescatori dell’Alto Garda da G. Vedovelli, buon memorialista della vita gardesana.

Il mar Mediterraneo, per il suo mite clima e per la sua collocazione geografica, è da sempre stato considerato il mare degli oliveti e i territori da esso bagnati depositari della enorme produzione dell’olio di oliva, utilizzato soprattutto in cucina per condire insalate, insaporire vari alimenti, per friggere, ed è uno dei principali componenti della dieta mediterranea.

Malcesine, trovandosi in questa meravigliosa zona orientale del Lago di Garda, ha goduto di un dolce clima mediterraneo che ha consentito la crescita di olivi rigogliosi e, conseguentemente, la produzione di olio d’oliva di alta qualità che ha contribuito, negli anni passati, all’economia del paese.

I malcesinesi tramandano di generazione in generazione i segreti di questo prezioso patrimonio che viene identificato come l’oro giallo.

Testimoni del tempo gli alberi secolari che si possono incontrare attraversando i vari sentieri collinari che consentono di visitare il territorio di Malcesine. Questi alberi, di cui uno Leonardo Sciascia definì “contorto attorcigliato di oscure crepe, come torturato quasi da sentirne il gemito”, comparvero a Malcesine già in epoca romana. Esistono, infatti, documenti del Novecento avanti Cristo che ne testimoniano la presenza.

L’avvio della produzione di olio si diffuse maggiormente quando i grandi monasteri del Nord Italia iniziarono a richiedere l’olio per scopi religiosi, come l’illuminazione delle chiese ed i riti sacri.

A Malcesine era comune piantare ogni anno nuovi olivi così da promuovere la produzione di olio, una delle principali fonti di sostentamento da quei tempi fino ai nostri giorni.

Oltretutto, la coltivazione delle olive nel Lago di Garda è particolarmente indicata, laddove non sarebbe possibile una diversa coltura. Infatti l’olivo riesce a crescere in un terreno sassoso e calcareo come questo.

L’olivo ha trovato sul Garda il suo abitat ideale e continua a crescere rigoglioso e magnifico.

I malcesinesi sono molto legati ai loro olivi e ne sono protettori e diffusori.

Immersi in questo clima amichevole, diventa difficile immaginare che 60 Km. a nord ci sono i nevai delle Dolomiti di Brenta e 60 Km. a sud ci sono le fredde nebbie della Pianura Padana.

I primi dati documentali della presenza di olivi sul Garda risalgono al 771 in quanto ci sono testimonianze scritte di oliveti nella zona di Sirmione. Anche a Malcesine esistono tali testimonianze, nell’844 (circa una quarantina di anni dopo la morte dei santi Benigno e Caro), dove si evince che l’Arcidiacono Pacifico possedeva oliveti.

Agli inizi del 900 il diacono veronese Dagiberto possedeva 100 olivi a Malcesine. Verso la fine del 900 sei uomini liberi di VICO SIONI (Val di Sogno o Cassone) ricevono dal Monastero di Santa Maria in organo terreni in affitto con l’obbligo di piantare ogni anno 24 olivi.

Nel 1709, a causa di un freddo polare, ghiacciarono tutti i fiumi europei e la stessa sorte toccò a laghi e lagune; il Lago di Garda venne attraversato da carri pesanti, unica volta nella storia, così come la Laguna Veneta e nemmeno il mare fu risparmiato, con le navi che rimasero intrappolate nei ghiacciati porti mediterranei come quelli di Genova e Marsiglia.

Solo una primavera tardiva e l’arrivo dei nuovi raccolti pose fine alla coltre di gelo e alla carestia che avvolse l’Europa per tre lunghissimi mesi, tra il gennaio e il marzo 1709, ed il pedaggio che l’Europa dovette pagare ai rigori del terribile inverno ammontò ad oltre un milione di morti.

Col passare dei secoli la pianta di olivo si è ben acclimatata al Garda, con alcune varietà che risultano le più diffuse: la Casaliva, il Grignàno, la Ràza e il Rossanèl. Queste varietà hanno qualità specifiche sia per quanto riguarda l’aspetto esteriore sia per quanto riguarda la qualità dell’olio prodotto.

L’olio di Malcesine, grazie alla conformazione del clima e del territorio, presenta peculiarità uniche e irripetibili.

Infatti, grazie alla cultivar casaliva, alla latitudine di coltivazione degli olivi, alla loro secolare età e al tipo di terreno, l’oro giallo di Malcesine presenta le seguenti caratteristiche: olio leggero, bassissimi gradi di acidità, profumo fruttato leggero, sapore di mandorla dolce, colore verde-oro da intenso a marcato per l’elevato contenuto di clorofilla; inoltre ha molte proprietà benefiche per la salute ed è ricco di antiossidanti.

Dal 1998 la D.O.P., Denominazione di Origine Protetta, denominata “Garda”, ne garantisce ulteriormente la provenienza e le caratteristiche organolettiche raffinate e superiori.

Nel 1946 venne fondato il Consorzio Olivicoltori di Malcesine, composto da circa 550 soci, piccoli produttori di olive e proprietari di oliveti nel Comune di Malcesine o Comuni limitrofi, che, per statuto, debbono lavorare solo olive dei soci e commercializzare solo il proprio olio.

Mediamente si moliscono circa 4000 quintali di olive l’anno, con 7-800 quintali di olio prodotto destinato all’autoconsumo e il rimanente prodotto destinato alla vendita.

Le olive vengono portate al frantoio per essere lavate e macinate; successivamente l’olio ottenuto è trattato con i guanti bianchi, analizzato partita per partita e stoccato in moderni contenitori refrigerati di acciaio inox dove la temperatura viene sempre tenuta sotto controllo.

L’olio resta in magazzino al massimo un anno, durante il quale viene tenuto sempre sotto controllo e periodicamente analizzato.

Nel corso dei tempi, l’oliveto ha sempre ricevuto una attenzione particolare per curare la corretta crescita delle piante, effettuandone la potatura, utilizzando arnesi adatti al taglio dei rami, e adottando le procedure necessarie per bruciare il fogliame ricavato; ciò ha consentito all’albero di crescere e produrre olive, con la meraglia di avere anche oggi alberi centenari, meraviglioso esempio di longevità.

Da evidenziare che gli oliveti, come tutti i prodotti che producono ricchezza, assumono un loro valore nel caso di trasferimento di proprietà e, pertanto, si rende necessario dare un prezzo al “campo”; questa valutazione viene affidata a persone esperte che indicano, in base alla tradizione, il valore del campo tenendo conto del numero di piante esistenti e della zona (alta o bassa) nella quale il campo è allocato, trascurando la superficie del bene da valutare.

Oggi gli oliveti di Malcesine, grazie ai proprietari, resistono al passare del tempo, alle difficoltà di trovare mano d’opera specializzata alla coltivazione e al raccolto del prodotto, agli alti costi degli operai che siano capaci di coltivare un campo agricolo, tenuto conto che dopo il 1960 il borgo, sfruttando le sue pecularietà territoriali, ha cambiato pelle trasformandosi in un luogo altamente turistico, frequentato, soprattutto, da turisti del Nord Europa.

La tradizione, l’amore per la terra, la memoria dei propri cari che, con grossi sacrifici, hanno mantenuto la bellezza del territorio, aiutano i malcesinesi di adesso a far sì che l’albero di olivo e l’olio prodotto rimanga una identità sempre attuale per Malcesine e non diventi solo una storia da raccontare in un prossimo futuro.


                                                               Giuseppe Romano

Malcesine, 18 Marzo 2026


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