UNIVERSITA’
DEL TEMPO LIBERO
MALCESINE
– PALAZZO DEI CAPITANI
ANNO
ACCADEMICO 2025-2026
-
Storia della Croce Rossa Italiana.
Relatore:
Marco Faraoni.
Una
storia lunga 101 anni.
Con
questo breve incipit Marco Faraoni, divulgatore
della Croce Rossa Italiana - Comitato
di Bardolino Baldo
Garda, inizia
il suo intervento, programmato
questo
pomeriggio a Palazzo dei Capitani del Comune di Malcesine nell’ambito
delle lezioni dell’Università del tempo libero per l’Anno
Accademico 2025-2026, per illustrarci il percorso della Croce Rossa
Italiana dalla sua fondazione ai giorni nostri.
Premessa
necessaria riandare molto indietro negli anni al fine di avere
cognizione della sanità militare prima del 1859 nel corso delle
battaglie napoleoniche. I feriti venivano lasciati sul campo e
venivano soccorsi dai compagni al termine della battaglia o finiti
dal nemico.
Dominique-Jean
Larrey, medico francese (1766-1842) in servizio presso la Grande
Armata, si rende conto dell’importanza di curare i feriti già sul
campo di battaglia e inventa le “ambulanze volanti” attraverso le
quali i chirurghi militari potessero seguire gli spostamenti delle
truppe e dare aiuto immediato ai feriti. Organizzò allora un sistema
di vetture che dovevano essere allo stesso tempo comode, leggere,
solide e capaci di seguire l’esercito e far adagiare per l’intera
lunghezza i feriti, senza
distinzione alcuna del loro grado, ma solo della gravità delle
ferite.
Le
postazioni mediche vengono distinte solo da un drappo nero al fine di
avere una rapida identificazione del sito occupato.
Precursore
di tale nuova visione di fornire cure ai feriti fu il medico
napoletano Ferdinando Palasciano (1815-1891), che, arruolato come
alfiere medico nell’esercito borbonico, durante la rivolta di
Messina disobbedisce al suo comandante e cura indifferentemente i
soldati borbonici e i patrioti. Processato
e condannato a morte, dopo avere convinto i medici militari che a
tutti feriti dovevano essere assicurate le cure prescindere dalla
loro apprtenenza, viene graziato da re Ferdinando.
Per
Ferdinando Palasciano i feriti erano tutti sacri a prescidere a quale
esercito appartenessero e non potevano essere considerati come nemici
perché compito di un medico è curare tutti i malati.
Il
24 giugno 1859 tre eserciti (Piemontese, Francese e Austriaco) si
affrontano in una battaglia (Battaglia di Solferino) che lascia sul
campo circa 14.000 morti e 23.000 feriti, nonché altri 23.000 feriti
indiretti e malati. Il cittadino svizzero Jean Henry Dunant
(1828- 1910), in viaggio per affari, è testimone dell’arrivo di
tanti feriti nel piccolo villaggio di Castiglione delle Stiviere. Per
la mancanza di luoghi adatti i feriti vengono ricoverati nelle
chiese, nelle strade, nelle case e molti muoiono. Per mancanza di
medici militari molte donne e lo stesso Dunant si prodigano
volontariamente a prestare loro assistenza a prescindere del colore
dell’uniforme.
Ispirato
dal grave momento, Dunant scrive un piccolo testo “UN SOUVENIR DE
SOLFERINO” che esce nel 1862 in 1600 copie editate a sue spese con
il quale racconta la sua vicenda, porta la sua testimonianza e getta
i germi di quella che sarà l’idea meravigliosa e rivoluzionaria
della Croce Rossa, portando personalmente il testo a conoscenza
delle autorità dell’epoca.
A
seguito della pubblicazione di tale libretto il generale Dofour, il
giurista Moynier, vari medici e lo stesso Dunant si prodigano per
individuare alcuni principi comuni per creare un vero diritto
umanitario da applicare ai conflitti armati e nel 1863 esperti e
rappresentanti di varie nazioni si ritrovano per raggiungere tale
obiettivo.
Nasce
la Prima Convenzione di Ginevra ( 15-22 agosto 1864), approvata da 12
stati fra i quali l’Italia, con la quale si stabilisce che in
guerra i feriti sono considerati neutrali, così come il personale
sanitario adibito al loro soccorso. Si ritiene opportuno, inoltre,
creare in ogni stato dei gruppi organizzati (Società di Soccorso)
per assistere i feriti in tempo di guerra (Società di Croce Rossa) e
doversi non considerare nemico il nemico ferito e bisognoso di
assistenza.
Successivamente
detti principi vengono ampliati con protocolli aggiuntivi
estendendoli alle forze armate sul mare, ai prigionieri di guerra, ai
civili in tempo di guerra, ai beni culturali in tempo di guerra.
Nel
1863 viene adottato come emblema una croce rossa in campo bianco,
mentre nel 1876 il governo turco, per motivi religiosi adotta a
simbolo la mezzaluna rossa; nel 2005 si aggiunge un terzo protocollo
con
un nuovo simbolo: il cristallo rosso.
L’uso
dell’emblema è a scopo protettivo accordato dalle Convenzioni di
Ginevra ed è esteso alle unità ed ai mezzi di trasporto sanitari e
viene utilizzato sia in tempi di guerra che in tempi di pace.
I
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principi
fondamentali della Croce Rossa sono basati sul volontariato, precisi,
limitati e comprensibili da tutti, al fine di non prestare il fianco
a confusione e a strumentalizzazioni politiche, il
tutto per rispondere ad una precisa
azione umanitaria:
UMANITA’
- IMPARZIALITA’ – NEUTRALITA’ – INDIPENDENZA – VOLONTARIATO
– UNITA’ – UNIVERSALITA’.
Il
15 giugno 1864 viene costituito il “Comitato Milanese della
Associazione Medica Italiana per il soccorso ai malati e ai feriti in
guerra” grazie al Dott. Cesare Castiglioni e grazie alle prime
adesioni da parte di varie personalità di
spicco del mondo scientifico, industriale e letterario. Si creano
quattro sezioni con competenze varie per l’approvvigionamento di
merci, l’istituzione di presidi, il reclutamento di personale
medico e infiermeristico, l’acquisizione di mezzi idonei al
trasporto.
L’Associazione
viene approvata dal Ministero della Guerra e il 1° giugno
1866 il Ministero della guerra disciplina l’organizzazione ponendo
regole militari ai componenti delle squadriglie e l’uso di una
divisa.
Durante
la III^ Guerra d’Indipendenza i volontari soccorrono i feriti
garibaldini e i feriti sul mare e successivamente prestano i loro
aiuti in diversi conflitti, Si ricorda particolarmente la campagna di
Eritrea e la battaglia di Adua (1895-1896) dove il sovrano etiope
Menelik II° chiese ed ottenne che i prigionieri italiani fossero
consegnati alla CRI in cambio di assistenza ai feriti e malati
etiopi e italiani.
La
Croce Rossa Italiana, col trascorrere del tempo, viene utilizzata in
diversi settori necessari di un intervento immediato (agricoltura,
epidemie, infortuni sul lavoro, guerre, terremoti, alluvioni), in
missioni di pace all’estero, in catastrofi internazionali, cioè in
tutti quei luoghi che hanno bisogno di assistenza e di conforto
umano.
Per
finire Marco Faraoni ci illustra i compiti del comitato locale
Bardolino Baldo Garda informandoci che sono quelli del Servizio
Soccorso Emergenza con Ambulanza e Idroambulanza, di Informazione e
Protezione Civile, di Formazione Sanitaria.
Infine
si sofferma su una grave malattia: la poliemielite che si diffonde da
individuo a individuo principalmente per vie oro-fecali.
Questa
malattia viene
curata
inizialmente presso l’Istituto Chirurgico Ortopedico Marino di
Valtorta in Provincia di Trieste (1920);
nel 1947, a seguito della occupazione delle truppe tedesche durante
la II^ guerra mondiale, l’Amministrazione passa al Comitato CRI di
Verona che nel 1949 acquista Villa
Basse in località Val di Sogno a Malcesine per trasformarla in
Ospedale ospitando i primi bambini, aumentandone progressivamente la
capienza
fino a 84 nel 1951. Acquistata anche Villa Cologne Stademann si
completa l’Ospedale di Malcesine dotandolo anche di cucine per la
distribuzione di cibi ai pazienti. Dopo l’ampliamento si ricoverano
anche gli adulti con una presenza giornaliera di circa 250
ricoverati divenendo uno dei
migliori ospedale d’Italia con strutture sanitarie all’avanguardia.
Alla
metà degli anni ‘70, in occasione della prima riforma sanitaria,
la struttura passò in gestione pubblica attraverso la cessione della
CRI alla Regione Veneto.
La
Croce Rossa Italiana, attraverso i Volontari, i Mezzi, le Strutture
varie, ci assicura benessere e soccorso e costituisce un esempio
continuo per il miglioramento della nostra quotidianità.
Giuseppe
Romano
Malcesine,
10
Dicembre 2025