martedì 29 dicembre 2015

Non saprei

Non saprei
come incontrarti
nella giungla
di ogni giorno
celato tra i tram
e i semafori rossi
che impediscono
liberi attraversamenti
di strisce pedonali
vietati ai pedoni.















Ti troverò
nel recesso
della mia anima
a rovistare
il mio cuore
per svelare
i miei angoli
oscuri
incapaci oramai
di scalare montagne.














Giuseppe Romano


29/12/2015 ore 22.13

martedì 22 dicembre 2015

Riflessioni

Leggo questo commento: "forse la Signora Fallaci è contenta di non essere più qui ad assistere alla distruzione della nostra cultura" postato su fb per un presunto diniego di un sindaco del bergamasco ad intitolare un giardino alla scrittrice "per non offendere i musulmani". Quali che siano le motivazioni politiche, mi viene i mente che chi l'ha postato forse non è a conoscenza che "la nostra cultura" è figlia di tante culture che nei secoli hanno attraversato, dominato e impregnato la nostra Italia, dai Fenici, ai Greci, agli Arabi, agli Spagnoli, ai Francesi, agli Inglesi, ecc., ecc., ecc.. Che poi la Sig.ra Fallaci fosse una grande scrittrice con una sua ideologia è abbastanza notorio, che i fatti di ogni giorno (emigrazioni, atti terroristici, ecc.) hanno cambiato il modo di vivere dei popoli è sempre vivo nei nostri pensieri, senza dimenticare che anche il popolo Italiano è stato ed è un popolo di migranti (dalle Americhe all'Australia e al Nord Europa) soprattutto per fame e voglia di libertà in alcuni momenti storici del paese. Purtroppo la voglia di spot per racimolare voti fa prendere la mano a tanti politici.
                                                                                         Giuseppe Romano

21/12/2015

domenica 13 dicembre 2015

Mostra fotografica "INTRAMURA" - Malcesine (VR)

Sabato 12 Dicembre 2015 è stata inaugurata dall'Assessore alla Cultura del Comune di Malcesine Gianluigi Favalli, presso l'Istituto Comprensivo di Malesine sito in Via Campogrande, la Mostra Fotografica INTRAMURA, a cura di Luca Tacconi, Marco Testi e Graziano Concari.
Una mostra realizzata con pochi, ma misurati scatti che svela ciò che dei recinti murari di diversa natura a volte fanno solo intravedere o addirittura impediscono totalmente di vedere e godere direttamente, gli spazi della piana caprinese fino all'anfiteratro morenico e alle pendici del Monte Baldo.
La mostra è stata curata e organizzata dalla FondazioneExMacello Bene Comune e si protrarrà fino al 23 Dicembre 2015.
Un invito a visitarla con un particolare ringraziamento al Comune di Malcesine e alla Dirigente Scolastica dell'Istituto  Comprensivo di Malcesine che ha messo a disposizione gli spazi necessari per esporre le opere.
                                                                                    Giuseppe Romano

12/1272015

domenica 6 dicembre 2015

2° Concorso POESIE AL MURO - Brenzone sul Garda

    Sabato 5 Dicembre 2015, presso la Sala Convegni del "Garda Family House " delle Suore della Sacra Famiglia di Castelletto di Brenzone, si è svolta la cerimonia di presentazione della Rivista Culturale annuale "El Gremal", organizzata con la consueta competenza dal Centro Turistico Giovanile di Brenzone, coordinato da Sonia Devoti, nella Sua qualità di Presidente del Circolo. Durante la manifestazione, dopo i saluti agli intervenuti da parte del Presidente del Centro, di Suor Nadia Daniele in rappresentanza del Garda Family House e l'intervento il Sindaco di Brenzone Tommaso Bertoncelli, che ha portato i saluti della Cittadinanza, si è svolta la cerimonia di premiazione della 2^ Edizione del Concorso "POESIE AL MURO", che quest'anno ha avuto come bellissima cornice naturale la località BIAZA". La poesia da me presentata "MEDITAZIONE" ha conseguito il TERZO PREMIO ex aequo.conferitomi dalla giuria popolare.
  Ha allietato la serata il Coro La Chiusa di Volargne.
  Un ringraziamento particolare a Sonia Devoti e a tutti coloro che si sono impegnati per la riuscita della manifestazione.

                                                                                              Giuseppe  Romano

Brenzone, 5/12/2015

                         

giovedì 3 dicembre 2015

Michela



Spiavi l'orizzonte
anzichè me,
vagando
tra cosmici spazi,
sognando
lontani universi.

Inatteso,
il metallico suono
ti strappa
dal sogno,
per portate
di gamberi e
vongole.

A tavola,
Renzo
disserta
di vini,
di pesci,
di siciliane
cassate.

Giuseppe Romano



Palermo, 26/11/2015












Trattoria Matranga Chef

mercoledì 18 novembre 2015

Frammenti di storie vere

 Cari amici vi voglio presentare un racconto tratto dall'Antologia " L'Emozione della Bellezza" curata da Rina Gambini, Presidente dell'Associazione Culturale Il Porticciolo di La Spezia, dal titolo:

FRAMMENTI DA UNA STORIA VERA


    Me la ricordo ancora, quando la vidi per la prima volta. Alta, magra, capelli crespi. La pelle colore ambra. Una principessa!...... Non poteva che essere una principessa arrivata all'improvviso da una terra fantastica...

-        Sono la figlia dello zio Vincenzino...

-        Chi?

-        Dello zio Vincenzino... Sono arrivata oggi da Madrid e non ho trovato alloggio.   Mi puoi ospitare?

   Lo zio Vincenzino era un uomo alto, la pelle bianchissima, vestito sempre con abiti di lino possibilmente bianchi, la parlantina sempre pronta. Un uomo sicuramente di classe.

   Molto religioso, onorava le feste comandate, come la sorella Concettina, donna morigerata, che, ogni mattina, alle sei, si alzava per assistere alla prima messa che si celebrava nella chiesa di San Francesco di Paola, ricevendo, nel contempo, il sacramento della  Comunione. 

   Ci teneva molto a questo rito la zia e, da buona cristiana, digiunava nei giorni comandati, (e anche in quelli non comandati) al fine di preservare la sua anima dal peccato.

    Lo zio Vincenzino e la zia Concettina abitavano, in affitto, in un appartamento ubicato in centro città, nei pressi del Teatro Politeama Garibaldi, utilizzato, nel periodo cui la nostra storia fa riferimento, per spettacoli leggeri o classici di notevole spessore artistico, tali da soddisfare la sete culturale che la Città ha sempre avuto.

Il teatro Politeama Garibaldi

 Una Città sede di Teatri conosciuti in tutto il Mondo (Teatro  Massimo, Teatro Biondo, Teatro Bellini, quest'ultimo, ahimè, per  molti anni sede di una pizzeria!) che hanno sempre ospitato le più famose compagnie artistiche del momento, con un patrimonio architettonico costituito da monumenti, chiese arabo-normanno, giardini, tutti testimoni delle varie gestazioni culturali presenti nei secoli.  

   Fratello e sorella, ormai con molte primavere alle spalle, nel tardo pomeriggio facevano la solita passeggiata, scendevano, piano, le scale e si incamminavano verso il centro per godersi il sole che, al tramonto, abbandonava la città che, così, cominciava a respirare.

   La villetta antistante il Politeama, sovrastata dal Pantheon, che ospitava saltuariamente spettacoli musicali, donava  agli astanti un certo refrigerio che era del tutto assente negli appartamenti non dotati di impianti di condizionamento.

   Seduti su una panchina, guardavano le auto sfrecciare verso mete ignote ed i pedoni frettolosi di raggiungere mete conosciute solo dalle loro menti.

   Bambini allietavano con le loro grida la villa, con i nonni preoccupati che i nipotini  non infastidissero più di tanto.

La villetta


   Quando il sole cessava di riflettere sulle vetrate dei palazzi ed il buio  cominciava a far capolino, con i lampioni che ad uno ad uno accendevano le luci, gli zii abbandonavano la panchina e, con lo stesso passo dell'andata, rientravano a casa per consumare la cena; una cena molto parca che ricordava loro le cene, ben più sontuose, consumate, in molte sere d'estate, nella loro bella casa in collina, con vista sul deserto, che possedevano ad Asmara.

-          Ti ricordi, Vincenzo, quel bell'ufficiale che mi ronzava intorno?

  esordiva zia Concettina, con gli occhi che si inumidivano per l'occasione perduta e per il tempo ormai irrimediabilmente andato, nel ricordo di quelle cene sul patio e le stelle a guardia delle serate.

   Serviti dalla servetta di colore che non  faceva mancare nulla, molto discreta, che stava là solo per servire il padrone bianco.

        - E quella splendida ragazza che mi girava attorno, sperando che la portassi con me in Italia, chissà che fine ha fatto!!

pensava a voce alta zio Vincenzino, con la mente rivolta là dove la sabbia ed il sole si congiungono per formare una cosa sola ed unica.

   Ed il pensiero volava lontano nel tempo; agli anni in cui lui e la principessa colore d'ebano giacevano come una sola cosa, storditi dal sole che non tramontava mai, dall'odore della sabbia rossa, dal vento che copriva i godimenti di entrambi.

    Lontani da Concettina, all'oscuro di tutto e che non avrebbe sicuramente approvato.

    Le era apparsa all'improvviso, flessuosa, altera, gli occhi nerissimi in uno con il colore della pelle; pelle che profumava di odori intensi.

  L'aveva seguita e, con uno stratagemma, aveva interrotto il passo da cerbiatto che l'allontanava da lui.

-        Signorina, vorrei chiederle …...

-        Prego!

-        Il suo nome, per favore....

-        Jasmine, ma non so quanto le possa interessare....

   Era iniziato con queste semplici parole il loro incontro; lui ospite di una terra che in patria era stata indicata come una terra da conquistare, senza chiedere nulla, calpestando i sogni di progresso che ogni popolo ha diritto di avere; lei, deliziosa fanciulla color ebano, alla ricerca di una identità, felice che quell'uomo bianco, alto, bello, italiano, avesse posto il suo sguardo sulla sua femminilità ancora acerba.

   Si erano innamorati all'istante, intrecciando un rapporto sensuale ed intenso, anche se clandestino.

   Zia Concettina diceva sempre che, quella, pur essendo apparentemente brava gente, bisognava farla cuocere nel loro brodo. Loro erano in quel paese per lavorare, per potere poi tornare a casa con qualcosa di solido. Erano sopratutto dei selvaggi, quelli...., mai dare eccessiva confidenza... 

   Le parole di zia Concettina, erano, per lo zio Vincenzino coltellate che arrivavano dritte al suo cuore che si era completamente perso in Jasmine....

   Il tempo passava velocemente ed il turbinio dei sensi tra zio Vincenzino e la principessa colore di ambra non cessava di esistere.

-        Ho qualcosa da confessarti......      

esordì Jasmine, dopo lunghi attimi di silenzio. Stavano sdraiati sotto una palma per ripararsi dal sole che cominciava a tramontare. L'orizzonte era rosso fuoco e prometteva una nuova calda giornata. Zio Vincenzino stava carezzandole la schiena liscia; nulla in lei era fuori posto e ringraziava Dio per avergliela fatta incontrare.                  

-        Aspetto un bambino......

disse tutto d'un fiato, puntando lo sguardo laggiù, il sole che si stava congiungendo con l'orizzonte, il deserto nascosto dalla duna lontana, irraggiungibile quasi, come avrebbe preferito essere lei in quell'attimo; felice, eppure infelice, perchè sicura di non poter condividere con tutti la sua felicità di dover diventare madre. 

    Già sentiva le orecchie ascoltare le reprimende della corte che ruotava attorno a Vincenzino, lo sconcerto della sorella che, sicuramente, avrebbe avuto da ridire su questa unione non perfetta voluta da questa donna di colore che aveva attentato alle virtù del fratello, coinvolgendolo in un gioco sporco con artifici e filtri magici.

   Il cuore di Vincenzino  si fermò all'improvviso. Era felice. Stava diventando padre. Padre di un bimbo che sarebbe stato di pelle scura. Il panico. Come dirlo alla sorella, agli amici, ai parenti.     Sarebbe stato uno choc per tutti. Meglio scegliere il silenzio. Nessuno avrebbe saputo di questo anomalo evento.

     I mesi passavano. Il frutto proibito cominciava a vedersi. Jasmine decise di attendere la nascita del bimbo nella casa paterna. Nel villaggio attendevano tutti felici il dono che il Signore aveva voluto dare alla loro principessina. Vincenzino, quasi clandestinamente, andava  a trovare la sua amata, giurando che avrebbe dato il suo nome al frutto proibito.

   Nacque una bellisssima bimba. I capelli crespi, un visino dolcissimo. Vincenzino e Jasmine decisero che la bimba sarebbe cresciuta all'interno del villaggio. Nessuno doveva essere messo a conoscenza che quella era la bimba di Vincenzino.

    L'amore cresceva ancora di più. Tra Vincenzino e Jasmine l'intesa era rafforzata dalla presenza di una bimba che aveva la pelle della madre e la grazia del padre.

    Concettina rimaneva all'oscuro della nascita della nipotina e accudiva alla casa come se non fossero successi fatti nuovi. Vincenzino era il suo adorato fratello senza macchia e senza paura; di tanto in tanto, per i troppi affari rimaneva un po' di più lontano da casa.

    Durante una sera d'estate, mentre il cielo cominciava a punteggiarsi di stelle, Jasmine annunciò a Vincenzino che la loro bambina avrebbe presto avuto un fratellino o una sorellina. L'amore che riempiva di gioia i due amanti continuava a dare i suoi benefici frutti.         

   E la principessina ebbe presto una sorellina.

   Asmara cominciava a diventare una città difficile per gli italiani. La situazione politica precipitava ed il lavoro veniva a mancare; gli indigeni reclamavano la loro terra ed il governo locale cominciò a requisire i beni che gli stranieri nel tempo avevano accumulato in quella terra che, sicuramente, non era la loro. In Europa la guerra insensata era scoppiata in tutta la sua intensità, mietendo vittime.

   Zio Vincenzino e Zia Concettina si prepararono a tornare in fretta e furia nella loro Città di origine con lo status di sfollati coloniali.

    Jasmine rimase sola con le due figlie, nate da un intensissimo, quanto infelice amore.

     Prima di partire, Vincenzino promise che avrebbe dato un nome ed una patria alle due figlie.

    Come dirlo alla sorella? Il tempo passava ed il vento poneva parecchia sabbia tra lui e le figlie.     Ogni tanto riusciva ad acquisire  vaghe notizie sulla situazione ambientale ad Asmara ed un giorno si recò al Ministero degli Esteri per comunicare loro che era padre di due figlie nate da madre etiope.  Chiedeva il permesso per farle venire in Italia. Espletò tutte le pratiche burocratiche e si mise in attesa di notizie.

-        Sono stato al Ministero degli Esteri, Concettina.

-        A far cosa?

-        A chiedere che le mie due figlie si riuniscano con il loro padre.

-        Cosa? Ma tu sei uscito di senno?.

-        No, sono solo un padre che ha finalmente capito che i figli devono vivere tutti alla luce del sole, senza essere tenuti nascosti a nessuno. Sono padre e ti dirò di più. Le mie figlie hanno la pelle scura.

-        Misericordia! - Disse subito ad alta voce Concettina. - Ma quando? Ma come? Con chi? Perchè mi hai nascosto ogni cosa? E comunque queste qui io non le voglio a casa mia!

Subito dopo, con il  velo in testa, corse in chiesa per confessare i suoi peccati e quelli del fratello.

    Per giorni interi Concettina tolse il saluto, pur coabitando nella stessa casa,  al crudele fratello che aveva osato contaminare il sangue di famiglia con un sangue estraneo e, peggio, non europeo. Doveva digerire l'idea di avere due nipoti di pelle scura, nate al di fuori del sacramento del matrimonio e senza che, fino ad ora, fosse stata messa a conoscenza degli eventi.

   Mai, mai, mai avrebbe permesso che quelle due piccole bastarde, nate dal peccato, sarebbero entrate in casa loro. E Dio avrebbe punito il fratello facendolo precipitare all'inferno. Ed era sicura che lo stesso Dio misericordioso non aveva approvato questa unione blasfema. Un bianco che si era unito ad una nera! Chissà quanti fulmini erano stati lanciati dal cielo nello stesso attimo che l'unione carnale si consumava!

    Zio Vincenzino assicurò la sorella che le figlie sarebbero rimaste provvisoriamente nella terra d'origine. Dovevano iniziare gli studi e dovevano crescere. Poi il tempo avrebbe sicuramente indicato la strada più giusta.

     Le due sorelline crebbero con la madre e nel contempo zio Vincenzino perfezionò l'iter burocratico per fare acquisire alle figlie la nazionalità italiana, consentendo loro di studiare in una scuola italiana.

    Col tempo zia Concettina acconsentì, con le dovute riserve, a conoscere le nipoti che, con il tempo, avevano imparato a muoversi autonomamente, libere da condizionamenti.

   E quella principessa, scura di pelle, che bussava una sera d'estate per chiedere ospitalità, era un arcobaleno che svelava i tanti segreti degli zii.

   Zio Vincenzino e zia Concettina sono partiti per l'eterno sonno che avvince l'uomo ineluttabilmente, senza svelare a chi, Dio, avesse destinato  l'inferno.

    E la principessa con i capelli crespi, dopo un lungo cammino, è stata inghiottita dalla grande Città, con nella mente il ricordo dell'odore delle palme piegate dal vento, il colore della sabbia, le voci festanti del villaggio dove aveva iniziato, con la sorella, i primi passi.

        -   Sono la figlia dello zio Vincenzino .........  

       -    Benvenuta a casa mia, figlia di un mondo sconosciuto che si muove a piccoli passi.                                           


2/07/2012                                                     Giuseppe   Romano 

Foto degli zii con Angelo

domenica 1 novembre 2015

L'emozione della bellezza

   Il 31/10/2015, presso il Comune di Salò, Sala dei Provveditori - Palazzo della Magnifica Patria, è stata presentata l'Antologia "L'EMOZIONE DELLA BELLEZZA, curata, con la solita competenza, da Rina Gambini, Presidente dell'Associazione Culturale IL PORTICCIOLO di La Spezia.
   L'Antologia raccoglie una serie di poesie e racconti di diversi autori che, attraverso le parole, desiderano "cantare un inno alla bellezza,  quella palese delle cose e quella segreta, custodita nel nostro cuore, rivolta alle persone care, ai ricordi, a tutto ciò che è bellezza pura, incontaminata..." come si evince dalla Prefazione di Rina Gambini. Sono intervenuti Gualtiero Comini e Egidio Di Spigna che  hanno coadiuvato la curatrice dell'opera nella conduzione della serata. Gli autori presenti sono stati invitati a commentare le opere da loro presentate ed incluse nell'Antologia.
   Personalmente ho voluto presentare una poesia intitolata "Ambulante", che rievoca la vendita porta a porta di oggetti vari, come era d'uso tantissimi anni fa, nonchè un racconto "Frammenti di una storia vera", ambientato a Palermo (Città che mi è cara per le mie origini), che descrive i tramonti di un'anziana coppia composta da fratello e sorella, con negli occhi i ricordi ancora vivi della vita, dei tramonti  e degli amori vissuti in terra d'Africa durante la loro gioventù. Le mie emozioni derivate dalla bellezza di struggenti momenti di vita.
                                                                                              Giuseppe Romano

                 31/10/2015

giovedì 29 ottobre 2015

Il cervo

 
Il cervo,
che ha
tagliato
la strada
al viandante
notturno,
non sapeva
di fare del male.

A caccia
di cibo,
sedotto
da psichedeliche
luci,
fuggiva
dal bosco,
inseguendo
la vita,
incrociando
la morte.

Nessuno
che piange
il povero cervo,
anonimo essere
senza padrone,
che vagava
nel nulla,
l'infinito
la meta.

Il viandante
riprende
il cammino.

Radiogiornale:
Il pilone
di un ponte
è crollato.

Il traffico
è stato
interrotto.

Qualcuno
ha barato.

Ma non è stato
il cervo.

                       Giuseppe Romano


29/10/2015

sabato 10 ottobre 2015

Diario


Ogni giorno,
che nasce o
che muore,

con il sole che sorge,
con la luna che scende,
mi desto e mi dormo,

col tuo corpo
che sfiora
il mio corpo.

Non usano verbi
per intendere idee,
solo sguardi intriganti.

Le stagioni cangianti,
le foglie ingiallite,
il passare del tempo.

Vetusto dagli anni,
l'albero rissa
col vento e la pioggia.

La radice
aggrappata
alla terra.


Giuseppe Romano​

9/10/2015

sabato 3 ottobre 2015

XXVIII EDIZIONE CONCORSO NAZIONALE DI POESIA "ENRICO ZORZI"


La giuria della  XXVIII  edizione del  concorso di poesia  “Enrico Zorzi”,   bandito  dall'Associazione Culturale "Luni del Poeta" di Verona, composta da Paolo Francia, Antonio Nesci, Giuseppe Reversi, Margherita Tommasi e Elisa Zoppei, mi ha conferito 
 il 2° premio per la Sezione C - Poesia in lingua italiana a tema libero.
La premiazione si svolgerà venerdì 23 ottobre 2015 ore 17,30 presso il Circolo Unificato dell’Esercito di Palazzo Castelvecchio Verona.
Un ringraziamento alla giuria e alla Famiglia Zorzi che, con il patrocinio dell'Arma dei Carabinieri e dell'Associazione "Luni del Poeta"  ha bandito il premio.  


venerdì 2 ottobre 2015

Respiro


Oggi
non ho
percepito
il tuo respiro
che regola
i battiti
del cuore.



Vivo
la speranza
di non finire
abbandonato,
privato
del respiro,
ossigeno
per la mia vita
che,
a grandi
falcate,
si approssima
alla meta.



Giuseppe Romano



2/10/2015

giovedì 1 ottobre 2015

Missiva



Attendo,
dal mostro
moderno,
un gracchiare
profondo,
anteprima
di sigle
da interpretare.

Missive
d'amore
un tempo
vergate,
stracciate,
reiterate,
annientate
dal digitare
nervoso
di impronte.

Dall'archivio
segreto
affiora,
ingiallita,
una missiva
spedita
all'amata.

Sul foglio
parole
dettate
dal cuore.

Emozioni
obliate
dall'etere
invaso
di niente.


Giuseppe Romano


1/10/2015
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