giovedì 22 febbraio 2018

Alcune riflessioni su Carolina Monaci



A seguito di un casuale incontro, ho avuto modo di fare conoscenza con Carolina Monaci, donna coraggiosa, capace di affrontare asperità e avversità nel corso del suo percorso umano, nonché atleta di Nordic Walking, partecipante a gare di assoluto livello mondiale con altissimi coefficienti di difficoltà.
Nel giugno del 2017, poi, l'ho ascoltata presso la Sala Consiliare del Comune di Malcesine, dove ha raccontato, al cospetto di un numeroso ed attento pubblico, l'esperienza maturata attraverso le gare che l'avevano vista protagonista, con particolare riferimento all'anno 2014 (111 km no stop nel Sahara in Tunisia - 1^ donna e 4^ assoluta) e nel 2017 (Deserto della Namibia per il Sahara Race 250 km in autosufficienza a tappe- 2^ donna e 13^ assoluta), con i suoi bastoncini di Nordic Walking, raggiungendo un prestigioso successo personale e lasciandosi alle spalle numerosi corridori
Il suo coraggio di atleta, ma, soprattutto di donna, le ha consentito di affrontare il deserto del Sahara, dimostrandosi più forte delle avversità, del dolore che l'aveva colpita ad una gamba durante la gara, della solitudine, tutti sconfitti con la tenacia e l'allenamento mentale.
Memore di un mio breve excursus di qualche anno fa nel deserto della Tunisia del Sud, dove ho avuto modo di apprezzare momenti di vera solitudine, accompagnata dalla maestosità della sabbia del deserto, vorrei dedicare alla grandezza di Carolina la poesia che ebbi a scrivere, ispirato da quegli attimi di intima solitudine e dalla unicità dei colori della sabbia, non prima di averle augurato i migliori auspici per la sua prossima avventura agonistica in Iran.
Il titolo della poesia è, ovviamente, SAHARA:

Solo l’alito del vento.

Poi silenzio,
con la sabbia
che attacca il viso
umido di sole.

L’orizzonte indefinito.

Celato dai miraggi
che accecano l’ansia
tra le strade
sterrate.
Solo con me stesso.

Nel deserto
di rossa sabbia
che copula col sole
oscurando verità.

                               Giuseppe Romano

                                                                    


In data 21/02/2017, infine, presso il Palazzo dei Capitani, Carolina ha presentato, alla presenza di un folto pubblico,  il percorso della sua vita fatta di ricordi familiari, sacrifici, avventure, scoperte, soddisfazioni per la sua vita di atleta. Affascinato da questa donna capace di affrontare diverse esperienze nel campo dello sport estremo, Le ho dedicato la poesia che segue, cercando di immedesimarmi in Carolina durante la gara, con le sue ansie, i suoi dolori, le sue gioie, sperando, in minima parte, di esserci riuscito:


                                                                         La meta  

Ma quando annuso l'arrivo!

La stanchezza che avanza,
la sabbia che bolle,
il sudore che scivola piano
sulla pelle che arde.

Il vento sferza il mio corpo,
col compagno di viaggio
che, lentamente,
diventa un puntino.

Ho sete ed ho fame!

Gli occhi arrossati.
Non posso mollare!
La meta ancora lontana.

Le voci di dentro
mi spingono avanti.

Sola, con il sole che picchia,
tenace, accumulo metri,
raggiungo il compagno di viaggio,
lo avanzo, lo stacco.

Chilometri ancora al traguardo,
la fatica mi strappa le forze,
mi avvolge il silenzio

La polvere rossa invade le carni,
il cuore scandisce, con ritmi
sordi, l'eco di mille incertezze.

La mente che grida, sfinita,
di avanzare ancora più forte.

Donna in balìa di serpenti
pronti a raccogliere avanzi.

Il traguardo un miraggio,
eppure lo avvisto oltre la curva.

Le grida, la folla,
il battere vero di mani.

La partenza, finalmente, un ricordo.

                                           Giuseppe Romano

19/02/2018
Dedicata a Carolina Monaci, atleta di straordinario valore,
orgoglio gardesano, ma, soprattutto DONNA.


Malcesine, Palazzo dei Capitani 21/02/2018

1 commento:

silvia de angelis ha detto...

Un' atleta davvero speciale, di cui ha parlato molto bene nel tuo articolo.
Un saluto,silvia

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