giovedì 15 febbraio 2024

Quelle stagioni

 

Queste stagioni non sono

più quelle a me conosciute.


Quelle restano conservate

nella cassaforte della mia

mente ammassate in fondo

col trascorrere del tempo.


Per svegliare i neuroni che

tormentano l’anima scossa

rovisto la palude affiorata a

testimone di eventi appassiti.


Dopo buie ingannevoli notti

annaspo al mattino sperando

di vivere ancora albe gioiose.


Il leone, ingabbiato e deluso,

tenta di scalare le montagne

di carta che immagina essere

autentiche e si ritrova turbato

in fondo a un barile inzuppato.


Nemmeno un passante pietoso

a raccogliere le lacrime amare.


                Giuseppe Romano


15/02/2024





lunedì 22 gennaio 2024

Nausicaa

 


Impetuoso,

il tempo scorre

tra l’onda che schiuma

sulla riva e un refolo di vento

ad accarezzare un bocciolo di rosa.


Vivo l’attimo

inseguendo la luna

che, beffarda,

mi adombra il viso.


Sfioro la bellezza di Nausicaa

con l’incoscienza di un vecchio

incapace di mentire.


L’anima, lentamente,

diventa evanescente,

dissolvendosi nel nulla.


Il mio mondo,

obsoleto,

parte di una storia

solo da raccontare.

 

          Giuseppe Romano


22/01/2024


sabato 6 gennaio 2024

Epifania

 


Si spengono le stelle, una

ad una, affidando la stalla

al rigido freddo e al buio.


Domani altri giorni eguali

a quelli oramai tramontati.


Gaza e Kiev e altri luoghi

bersagli sempre di satrapi

inaffidabili che inseguono

la gloria rispondendo col

sangue al sangue sparso.


Spente le luci, Cristo avvia

la scalata al Golgota, urla

il dolore e invita l’umano

a cogliere speranza e pace.


Tronfi, saette e temporali

insabbiano lancinanti lai.


La plebe evoca Barabba.


               Giuseppe Romano


6/01/2024


martedì 26 dicembre 2023

Poesie sotto il volto

 La giuria del premio "Poesie sotto il volto", bandito dal C.T.G. di Brenzone sul Garda, in occasione della presentazione dell Rivista annuale "El Gremal", ha asssegnato alla mia poesia "Volti e maschere" il 1° posto. Grato per il riconosciemento, si ringrazia la giuria tutta.

                                    


 
16 Dicembre 2023


sabato 23 dicembre 2023

Natale 2023

Tra un paio di giorni è Natale. Un Natale diverso, con Erode a caccia di innocenti, con preghiere per la pace nel mondo, con i poveri che piegano la testa per un tozzo di pane. Si auspica un cambio di tendenza, per l'umanità tutta e per l'universo intero che rischia di affogare nel fango della protervia dei pochi che comandano. Eppure bisogna resistere e augurare, nonostante tutto, di vivere giorni positivi per il bene di tutti. Con questo spirito invio a tutti gli amici che mi circondano del loro affetto, gli auguri più veri di Buon Natale e di Felice Nuovo Anno, con la speranza che ognuno di noi trovi la nostra Itaca. 
 
Itaca 
 
Cerchiamo Itaca
al di là del mare,
seguendo la pace,
per sfuggire alla
guerra avvolgente.
Morti raccontano di
luoghi invasi da corpi,
vivi, muti e sbandati, a
caccia di rifugi sicuri.
Vorremmo sbarcare a
Itaca, Penelope ancora
in attesa, la tela fatta e
disfatta, Ulisse sfocato.
Dispieghiamo le vele,
l’isola sempre lontana,
Ulisse decreta la sfida,
Attendendo l’eroe, Itaca
brama di avvistare la luce.
 
       Giuseppe Romano
 
Natale 2023

 

sabato 9 dicembre 2023

L'angolo

 


Ho atteso all’angolo

silenziosamente, per

vederti passare tra la

folla, come un fiore

sbocciato a primavera.


Attesa vana.

Mi ero sognato di toccare

il tuo sguardo e il sorriso,

ma il tuo incedere o non

è passato o si è occultato

tra migliaia di figure che,

attraverso distinti sentieri,

trasmettevano impulsi,

travolgendo arlecchini.


L’angolo, orbo di mute di cani,

come un sipario, accosta la tela,

serbando la commedia della vita

nell’archivio di speranze sparite.


Il cielo plumbeo non crea pianti.


La saetta tarda a colpire l’arbusto

appassito mantenendo l’alito vivo

 

                          Giuseppe Romano


9/12/2023





lunedì 27 novembre 2023

Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne - 25 Novembre 2023

  

                                                                                 

 

 Come ogni anno, anche quest'anno l'ASSOCIAZIONE UN SORRISO SOLIDALE di Malcesine, con il patrocinio del Comune di Malcesine, ha organizzato presso il Palazzo dei Capitani un evento in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne per ricordarci che, purtroppo, nonostante gli appelli sempre più frequenti, il fenomeno non accenna a diminuire, anzi sono sempre più numerosi gli episodi di violenza e di delitti contro le donne giovani e meno giovani da parte di uomini, spesso congiunti delle vittime, che si accaniscono contro corpi indifesi.

   Si è, pertanto, allestita una mostra nell'androne di ingresso alle sale superiori, esponendo una panchina rossa, simbolo del no alla violenza, libri a tema, cartelloni preparati dagli alunni dell'Istituto Comprensivo Statale di Malcesine, coordinati dalla docente di italiano Prof.ssa Michela Bertuzzi,  nonchè alcune poesie inerenti al tema composte dal poeta Giuliano Dal Bosco e dallo scrivente.

                                                                                        


                                                                               




   Nel pomeriggio ha avuto inizio l'evento vero e proprio, con un'anteprima dedicata ai bambini con letture denominate "Fiabe rosse" a cura del servizio socio-educativo del Comune di Malcesine e a seguire, nel salone del Palazzo dei Capitani, si è sviluppato l'evento principale, iniziando con l'esibizione dei ballerini dell'Accademia del Tango di Arco, per simboleggiare la sensualità della danza unita alla bellezza della musica.


 


   La Dott.ssa Giada Turra, psicologa, ha parlato di violenza assistita,  mentre si sono susseguite alcune letture a tema a cura di Sabrina Vincenzi, Laura Roverato e Luigi Perotti, il tutto intervellato da alcuni intermezzi musicali del gruppo Garda Sans e Radio Palms. 

                                                                                   



   Martina Gasparini ha presentato i vari interventi  e alla fine ha chiesto ai numerossimi presenti di dare un contributo personale d riflessioni che servissero ad arricchire lo spirito della serata.

Riporto, di seguito, il mio intervento concluso con la lettura di una mia poesia "Parlarti d'amore": 

 

"Un pomeriggio stupendo questo che, come sempre, ha coinvolto e sensibilizzato i presenti in un tema che, soprattutto in questi giorni, ci ha colpiti nel profondo del cuore.

Mi sento di dedicare un pensiero a tutte le Giulie che sono rimaste vittime di mariti, compagni, fidanzati, ma soprattutto di uomini privi di amore per le donne, donne alle quali tutti noi dovremmo inchinarci perché senza di loro non saremmo venuti al mondo.

Leonardo Sciascia nel romanzo “Il giorno della civetta” affermava, pur in un altro contesto, che ci sono uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraquà.. Mi viene da pensare che, in questo momento, ci siano pochi uomini e tantissimi quaquaraquà che decidono di risolvere i loro problemi esistenziali in un solo modo: uccidere la donna che si trova accanto a loro in quell’istante al fine di potere affermare che il potere appartiene a loro e che la donna non è altro che un satellite del loro mondo.

Ma non è così. Perchè è dimostrato che senza di Lei tutto diventa più buio.

Dobbiamo, pertanto, portarle molto rispetto, non alzando mai la voce, non dimenticando che senza di lei il nostro mondo non esisterebbe.

Vorrei chiudere con una mia poesia che vuole essere di speranza e di auspicio, per un futuro migliore."

Parlarti d'amore.....


E' strano

parlarti d'amore

a quest'ora,

quando il cielo dorme

e la luna struscia

con le stelle

per conquistare

pole-position di giornata.


Eppure è di ciò

che ho voglia

a quest'ora di notte,

con te che sogni

in un'altra galassia,

non sognando me,

ma principi azzurri

da divorare con lo sguardo.




Non senti l'ansia

che sale lentamente,

il ritmo del cuore

arrampicarsi a scatti,

le grida silenziose

che vagano dentro,

sinonimi perenni

di vulcani in letargo.


Sussulti tutti

che vivono a soggetto,

scene di teatro di mimi

pronti ad animarsi,

tentacoli avvolgenti

intesi a rivelarti

il sogno di una notte

che attende l'alba.


Anche stanotte

ti ho parlato d'amore,

volando a bassa quota,

sfiorando la tua pelle

che sa di pesca ancora acerba,

pauroso di smarrirti,

complice il sole,

nell'orizzonte nebuloso.

                                                                                                           Giuseppe Romano

 


 


Malcesine, 25/11/2023


 

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