mercoledì 15 settembre 2021

Sibilo

 


Per lenire dolore e lacrime

che avvolgono il tuo corpo

bacerei le tue fresche mani.


Veglierei alle tue estremità

raccattando il tenue respiro

devastato dal pianto riposto.


Fisserei su una candida tela

i contorni dell’angelico viso

solo fossi un traviato pittore.


Racimolerei parole mai dette,

da una vita attese, frammenti

di notti insonni e senza stelle.


Il sibilo del vento mi solleva

dal torpore, rimembrandomi

indecisi domani da permeare.


Emerge, dallo scuro notturno,

una soave creatura all’albore

dei suoi sogni, gli occhi rapiti.


                  Giuseppe Romano


15/09/2021


lunedì 6 settembre 2021

Costanza

 

Non è cambiato niente

dal lontano giorno che

una luce incantò il mio

iride sclerotizzato dalle

visioni oramai lasciate.


Il bene e il male, slegati

da sottintesi diagrammi,

rimessi a giorni alternati

con i silenzi ottenebrati

da incontrollabili paure.


Il temporale, abbattendo

camini e antenne, spegne

folli desideri e segna vie

di cadùchi tramonti della

felicità sognata dal mio io.


Un giorno più, uno meno.


Assaporiamo l’oggi per non

patire inintelligibili domani.


                   Giuseppe Romano


     6/09/2021

martedì 17 agosto 2021

Angeli che volano

 

          Angeli che volano


Cadono uomini dal cielo,

liberi di volare e di morire

sul lastrico colore sanguigno.


Parole finite per arginare

il crepitare delle armi che

abbattono i bimbi e le madri

inorridite da barbarie ottuse.

Il cielo è cupo e l’aquilone ha

cessato inesauribili volteggi.

La messa non basta a riparare

le anime incontaminate, con le

preghiere disperse nel deserto.


C’intesteremo inutili medaglie,

gli ultimi condannati a morire.


                    Giuseppe Romano

              17/08/2021

mercoledì 11 agosto 2021

Filo conduttore

 

 

Non servono parole.


Basta uno sguardo per

riannodare il filo che

non si era spezzato,

ma riemerso dalla terra

arida figlia del momento.


Gli occhi sfavillanti.


Gli anni rotolati via

lungo le vie nascoste

dell’universo immane.


Riemergono trascorsi,

malfermi passi, futuro

da vergare su nivei fogli.

Ed i profumi della sera,

aspirati a polmoni pieni,

per non perderli domani.


Si ricompone il puzzle,

le scalate e le discese

complici di una vita.


Il filo conduttore sempre

saldo, con il suo silenzio

accompagnato dell’andato.

              Giuseppe Romano


10 agosto 2021

giovedì 22 luglio 2021

L'ultimo sogno di Einstein

 

 E’ un invisibile filo conduttore che unisce le diverse vite che si materializzano attraverso i capitoli del secondo volume di Marco Tempestini “L’ultimo sogno di Einstein”, romanzo triller che vuole essere (ed è) il seguito dell’altro suo romanzo “Le chiavi di Platone”.

Con un finale a sorpresa che lascia l’attento lettore sbigottito ed ammirevolmente sorpreso per una storia che aggredisce piacevolmente chi legge, spingendolo ad inoltrarsi pagina dopo pagina per scoprire quanto prima l’epilogo del mistero che avvolge tutto il romanzo.

I luoghi in cui sono ambientati i fatti, inoltre, vari e variegati, distanti tutti tra di loro, descritti nel romanzo, denota una perfetta conoscenza degli stessi con particolari che (per il lettore che ha avuto la fortuna di viverne alcuni personalmente) ritornano alla memoria con nostalgia.

Un autore, Tempestini, che tiene sempre desta l’attenzione, con dovizia di particolari che, comunque, non vanno mai sopra le righe.

Un romanzo che, partendo da una stazione di partenza, alla fine torna alla stessa stazione di origine, come un cerchio che si chiude per ritrovare sempre le proprie radici.

Con una chiusa finale sui semi e sull’acqua che sono l’inizio della vita.


                                                                                              Giuseppe Romano


22/07/2021

venerdì 16 luglio 2021

Riflessi perduti

 Cogliere i riflessi dei tuoi occhi

è scalare crinali di nivei monti e

respirare brezze bucate dal viso

appena sfiorato da diafane perle.


Giorni in chiaroscuro a decrittare

impenetrabili pensieri e la psiche

incuneata tra gli angoli invisibili

della mia mente avida di carezze.


Colmi di rugiada, fiori, sbocciati

a primavera, invocano mani tese

per ritrovare riflessi perduti nella

landa deserta privata di orizzonte.


                        Giuseppe Romano


         16/07/2021

 

sabato 3 luglio 2021

La chiamata

 


Non ho chiamato

e mi dispiace.


Ricordarti che esisto

mi fa sentire bene, pur

gravido che sono di anni

e lontane tenerezze.


Le colline, diventate montagne,

guatano oltre l’orizzonte con il

sole tramontato che anticipa

il buio della notte.


Ti chiamerò un giorno per

ascoltare i suoni e le parole.


Colmeranno i vuoti del mio tempo.


                   Giuseppe Romano


3/07/2021

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