Perderti,ancora primad'incontrarti,ha sconvoltol'intimo profondonel paludoso infernodel mio io,alla ricerca,sempre,di turbiniiviolenti.
Con l'andaredel tempo,che non leniscele ferite,anzi,becero,affonda lame,acuendo il rimpiantoper la difformitàche schizzail mio viso.
Sciolti gli ormeggi,silentescivoliall'orizzonte,cedendomiall'incertodomani. Giuseppe Romano 25/10/2010Segnalazione di merito al Concorso di poesia"Giacomo Giardina" 2011 - Bagheria (PA)
Cosa racconterò
alla luna
raggiunta la valle
del silenzio
se negato
è leggere i tuoi occhi
ancora tersi
dalla brevità del tempo?
Alternanze
di aridi sistemi
tra segmenti
piatti ed incolori
da incorniciarsi
come tele amorfe
ben discoste
dall'avidità del volgo.
E questa primavera
che oggi sfioro con le dita
modula precetti
per ingoiare inverni
ammantati di speranze
al capolinea.
Cosa racconterei alla luna
se nel silenzio pìceo
della notte
potessi
sciogliere la neve
del mio inverno
al fuoco vivido
di limpide fiammelle
appena schiuse?
Giuseppe Romano
da: Aritmie - Federico Editore - Palermo - 2000
Fragore di ondespinte dal vento.
Moto perpetuoa segnare il tempo.
Ancorateall'oceanosognanoColonnedi Ercole.
Con le stelle,mute,a ricordarelo scivolaresilenziosodi anime perse. Giuseppe RomanoBoavista (Isole Cabo Verde), 18/11/2011
Sentoil ringhiaredel mare,il saporedell'acqua, la violenzadell'ondache infrangela roccia.
Sento la solitudineche avvolge,offuscandola memoriadi ieri,il futurodel dopo.
Ed il vento,placido,tumultuoso,presentesempre,a mescerecandidasabbia,genesidi mutevolidune.
La clessidra,tiranna,consumaresiduigranellidi sabbia,compagnidi viaggioi ricordi. Giuseppe RomanoBoavista (Isole Cabo Verde) 20/11/2011
Pensartiè rivederel'acquache muovesassida celarenella sabbiaE' ritrovareil visoun po'accaldatoaccarezzatodal ventodel mattino
E' ricordaregli occhiche scrutanolontano oltrela siepe
Pensartiè vitaper non finiresolotra i rottami Giuseppe Romano 22/04/2001
Grandi
Medie
Mignon
Una
Dentro
L'altra
Traboccanti
Sogni
Irrimediabilmente
Vuote
Giuseppe Romano
13/05/2011
Sarà che è l'alba
e il sole sbircia
tra le pieghe delle stelle
Sarà che è l'ora
e il vento tace
perchè stanco di soffiare
Sarà che è un gioco
e l'urlo passa
come un lampo nella sera
Sarà che tu sei Sara
e liberi l'angoscia
con lo sguardo del mattino
Giuseppe Romano
8/01/2006