martedì 26 dicembre 2023

Poesie sotto il volto

 La giuria del premio "Poesie sotto il volto", bandito dal C.T.G. di Brenzone sul Garda, in occasione della presentazione dell Rivista annuale "El Gremal", ha asssegnato alla mia poesia "Volti e maschere" il 1° posto. Grato per il riconosciemento, si ringrazia la giuria tutta.

                                    


 
16 Dicembre 2023


sabato 23 dicembre 2023

Natale 2023

Tra un paio di giorni è Natale. Un Natale diverso, con Erode a caccia di innocenti, con preghiere per la pace nel mondo, con i poveri che piegano la testa per un tozzo di pane. Si auspica un cambio di tendenza, per l'umanità tutta e per l'universo intero che rischia di affogare nel fango della protervia dei pochi che comandano. Eppure bisogna resistere e augurare, nonostante tutto, di vivere giorni positivi per il bene di tutti. Con questo spirito invio a tutti gli amici che mi circondano del loro affetto, gli auguri più veri di Buon Natale e di Felice Nuovo Anno, con la speranza che ognuno di noi trovi la nostra Itaca. 
 
Itaca 
 
Cerchiamo Itaca
al di là del mare,
seguendo la pace,
per sfuggire alla
guerra avvolgente.
Morti raccontano di
luoghi invasi da corpi,
vivi, muti e sbandati, a
caccia di rifugi sicuri.
Vorremmo sbarcare a
Itaca, Penelope ancora
in attesa, la tela fatta e
disfatta, Ulisse sfocato.
Dispieghiamo le vele,
l’isola sempre lontana,
Ulisse decreta la sfida,
Attendendo l’eroe, Itaca
brama di avvistare la luce.
 
       Giuseppe Romano
 
Natale 2023

 

sabato 9 dicembre 2023

L'angolo

 


Ho atteso all’angolo

silenziosamente, per

vederti passare tra la

folla, come un fiore

sbocciato a primavera.


Attesa vana.

Mi ero sognato di toccare

il tuo sguardo e il sorriso,

ma il tuo incedere o non

è passato o si è occultato

tra migliaia di figure che,

attraverso distinti sentieri,

trasmettevano impulsi,

travolgendo arlecchini.


L’angolo, orbo di mute di cani,

come un sipario, accosta la tela,

serbando la commedia della vita

nell’archivio di speranze sparite.


Il cielo plumbeo non crea pianti.


La saetta tarda a colpire l’arbusto

appassito mantenendo l’alito vivo

 

                          Giuseppe Romano


9/12/2023





lunedì 27 novembre 2023

Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne - 25 Novembre 2023

  

                                                                                 

 

 Come ogni anno, anche quest'anno l'ASSOCIAZIONE UN SORRISO SOLIDALE di Malcesine, con il patrocinio del Comune di Malcesine, ha organizzato presso il Palazzo dei Capitani un evento in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne per ricordarci che, purtroppo, nonostante gli appelli sempre più frequenti, il fenomeno non accenna a diminuire, anzi sono sempre più numerosi gli episodi di violenza e di delitti contro le donne giovani e meno giovani da parte di uomini, spesso congiunti delle vittime, che si accaniscono contro corpi indifesi.

   Si è, pertanto, allestita una mostra nell'androne di ingresso alle sale superiori, esponendo una panchina rossa, simbolo del no alla violenza, libri a tema, cartelloni preparati dagli alunni dell'Istituto Comprensivo Statale di Malcesine, coordinati dalla docente di italiano Prof.ssa Michela Bertuzzi,  nonchè alcune poesie inerenti al tema composte dal poeta Giuliano Dal Bosco e dallo scrivente.

                                                                                        


                                                                               




   Nel pomeriggio ha avuto inizio l'evento vero e proprio, con un'anteprima dedicata ai bambini con letture denominate "Fiabe rosse" a cura del servizio socio-educativo del Comune di Malcesine e a seguire, nel salone del Palazzo dei Capitani, si è sviluppato l'evento principale, iniziando con l'esibizione dei ballerini dell'Accademia del Tango di Arco, per simboleggiare la sensualità della danza unita alla bellezza della musica.


 


   La Dott.ssa Giada Turra, psicologa, ha parlato di violenza assistita,  mentre si sono susseguite alcune letture a tema a cura di Sabrina Vincenzi, Laura Roverato e Luigi Perotti, il tutto intervellato da alcuni intermezzi musicali del gruppo Garda Sans e Radio Palms. 

                                                                                   



   Martina Gasparini ha presentato i vari interventi  e alla fine ha chiesto ai numerossimi presenti di dare un contributo personale d riflessioni che servissero ad arricchire lo spirito della serata.

Riporto, di seguito, il mio intervento concluso con la lettura di una mia poesia "Parlarti d'amore": 

 

"Un pomeriggio stupendo questo che, come sempre, ha coinvolto e sensibilizzato i presenti in un tema che, soprattutto in questi giorni, ci ha colpiti nel profondo del cuore.

Mi sento di dedicare un pensiero a tutte le Giulie che sono rimaste vittime di mariti, compagni, fidanzati, ma soprattutto di uomini privi di amore per le donne, donne alle quali tutti noi dovremmo inchinarci perché senza di loro non saremmo venuti al mondo.

Leonardo Sciascia nel romanzo “Il giorno della civetta” affermava, pur in un altro contesto, che ci sono uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraquà.. Mi viene da pensare che, in questo momento, ci siano pochi uomini e tantissimi quaquaraquà che decidono di risolvere i loro problemi esistenziali in un solo modo: uccidere la donna che si trova accanto a loro in quell’istante al fine di potere affermare che il potere appartiene a loro e che la donna non è altro che un satellite del loro mondo.

Ma non è così. Perchè è dimostrato che senza di Lei tutto diventa più buio.

Dobbiamo, pertanto, portarle molto rispetto, non alzando mai la voce, non dimenticando che senza di lei il nostro mondo non esisterebbe.

Vorrei chiudere con una mia poesia che vuole essere di speranza e di auspicio, per un futuro migliore."

Parlarti d'amore.....


E' strano

parlarti d'amore

a quest'ora,

quando il cielo dorme

e la luna struscia

con le stelle

per conquistare

pole-position di giornata.


Eppure è di ciò

che ho voglia

a quest'ora di notte,

con te che sogni

in un'altra galassia,

non sognando me,

ma principi azzurri

da divorare con lo sguardo.




Non senti l'ansia

che sale lentamente,

il ritmo del cuore

arrampicarsi a scatti,

le grida silenziose

che vagano dentro,

sinonimi perenni

di vulcani in letargo.


Sussulti tutti

che vivono a soggetto,

scene di teatro di mimi

pronti ad animarsi,

tentacoli avvolgenti

intesi a rivelarti

il sogno di una notte

che attende l'alba.


Anche stanotte

ti ho parlato d'amore,

volando a bassa quota,

sfiorando la tua pelle

che sa di pesca ancora acerba,

pauroso di smarrirti,

complice il sole,

nell'orizzonte nebuloso.

                                                                                                           Giuseppe Romano

 


 


Malcesine, 25/11/2023


 

lunedì 20 novembre 2023

Chimere

 

Bastano solo sguardi

per dirsi tutto.


Le parole restano

vuoti a perdere,

le immagini a scorrere

sullo schermo della vita.


Ricordano attimi vissuti

tra scogliere levigate

dalle onde del mare e

la nebbia dell’inverno

inghiottito dalla neve.


Luci intermittenti

illuminano l’anima ribelle,

fissando giorni tramontati.


Un sorriso venuto da lontano

scalda il vento gelido del nord.


Chimere accompagnano speranze.


                         Giuseppe Romano

20/11/2023

lunedì 16 ottobre 2023

Escursione a Molina di Ledro

 

Esplorare il territorio che ti circonda è sinonimo di conoscenza, apprendimento, evasione dalla vita quotidiana.

Con questo spirito, la Prof.ssa Michela Bertuzzi, docente presso l’Istituto Comprensivo di Malcesine, ha organizzato il 14/10/2023 una escursione a Molina di Ledro al fine di visitare il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro, nonché il territorio confinante con il Lago di Ledro.

Della comitiva facevano parte alcune docenti dell’Istituto, accompagnate da alcuni amici, il sottoscritto e, soprattutto, il Maestro Giacomo Bertuzzi, profondo conoscitore del territorio, nonché enciclopedia vivente per quanto riguarda la flora e la fauna esistente in tutta la zona dal Monte Baldo al Trentino.

Partiti da Malcesine, località posta sul Lago di Garda in Provincia di Verona, abbiamo raggiunto il paese di Molina di Ledro che si trova sulla sponda orientale del Lago di Ledro.


 

Nel 1929, a seguito di un abbassamento del livello del lago, dovuto al prelevamento dell’acqua necessaria al funzionamento della nuova centrale idroelettrica di Riva del Garda, vennero alla luce alcuni pali risalenti all’età del bronzo.

Iniziò così la storia delle palafitte, con il ritrovamento di più di 10.000 pali, testimonianza dell’insediamento palafitticolo che esisteva sul Lago di Ledro durante l’età del bronzo, più di 4.000 anni fa.


 

Nacque l’esigenza di realizzare un museo per la raccolta e la esposizione dei reperti ritrovati al fine di testimoniare l’esistenza di un popolo che aveva calcato il territorio oltre 4.000 anni fa.

Il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro è il cuore pulsante della ReLED, la rete museale della Valle di Ledro, ed è parte della rete territoriale cui fa capo il Muse (Museo delle Scienze di Trento).


La struttura del muse risale agli inizi del 1970 e, da semplice contenitore di reperti, ha saputo trasformarsi in un vero e proprio polo museale, con una crescita costante negli anni.

Inoltre, all’attività di esposizione, si è affiancata la ricerca archeologica e la didattica con programmazione di attività estive.

Dallo studio dei reperti emersi dalle ricerche archeologiche, si evince che le attività degli uomini delle palafitte dovevano essere quelle relative all’agricoltura, all’allevamento, all’artigianato, alla pesca. 


 

Attività diverse che consentivano loro di espletare anche il commercio che dava loro un’autonomia per vivere con tranquillità nella società di quel tempo.

Saba, la saggia sciamana, Bacmor, il valoroso guerriero, Massangla, la dolce fanciulla, e Otzi, lo sconosciuto viaggiatore, sono gli abitanti del villaggio palafitticolo sulle sponde del Lago di Ledro.

La visita guidata ci ha consentito di conoscere la capanna della Sciamana, vero e proprio simbolo del Lago di Ledro, alla quale si sono aggiunte altre tre capanne (quella del Capo Villaggio, quella degli artigiani e quella di agricoltori, cacciatori e pescatori) tutte corredate da oggetti rinvenuti nel tempo. 


 






Ultimata la visita del sito archeologico relativo alle palafitte, abbiamo visitato il territorio adiacente al Lago di Ampola.

Il lago d'Ampola rappresenta un ambiente di estremo interesse dal punto di vista naturalistico: è uno dei pochissimi laghi che ancora si presenta allo stato naturale e ospita una grande varietà di animali e piante .

 

Incastonato nell’alta Valle di Ledro, era in origine, insieme al Lago di Ledro, un unico grande bacino, formato per sbarramento alluvionale.

 



Questi lembi di Natura, pressoché intatti dall'opera di trasformazione del territorio operato dall'uomo, offrono rifugio per la sopravvivenza e la riproduzione di numerose specie botaniche e animali. In queste aree, il territorio, la vegetazione e la fauna, fra loro in equilibrio, formano variegati e complessi ecosistemi, vere oasi di naturalità all'interno di un ambiente altrove plasmato in zone agrarie, industriali o urbane. 


 



Durante il percorso siamo passati da una calchera, forno di origine antica che aveva lo scopo di creare la calce. 


 

Ci siamo, pertanto, fermati, ed il Maestro Bertuzzi ci ha illustrato le caratteristiche del manufatto.

Formato da una struttura di sassi squadrati resistenti al calore, era costruito nei pressi di una strada allo scopo di facilitare il trasporto di rocce calcaree e legname.

Acceso il forno, era alimentato da legna per alcuni giorni, col fine di ottenere circa 250 Kg di calcare cotto.

Raggiunta la temperatura di oltre 800°, la roccia calcarea si trasformava in calce viva, che, raffreddata dall’acqua, si trasformava in calce spenta. Dopo diversi trattamenti, non ultimo la mescola con sabbia, si formava la malta, materiale utilizzato per l’edilizia.

Interessanti notizie utili ad arricchire il nostro bagaglio culturale, avido sempre di novità.

Ultimata la fase relativa allo scopo della escursione, abbiamo raggiunto un rinomato ristorante della zona per soddisfare oltre che lo spirito, anche il corpo.


 

Un grazie a tutti i partecipanti ed al Maestro Bertuzzi, fonte inesauribile di dati scientifici.


Giuseppe Romano


Malcesine, 17/12/2020


 

Ledro

          

Torniamo al passato, ai

nostri avi, lo sguardo al

futuro che attende certo.


Il lago, placido, la valle

silente, ci dona da nulla

reperti che sanno di vite

vissute in giorni diversi

dall’oggi colmo di tare.


Palafitte testimoniano il

tempo, gli albori, la vita,

brandelli di candidi cieli

ancora ricamati da stelle.


           Giuseppe Romano​


14/10/2023


Museo delle Palafitte

del Lago di Ledro (TN)


 

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