Un nuovo viaggio fotografico coinvolge Fabrizio Avena, artista palermitano che vive e lavora a Verona.
Nel suo continuo itinerario in bianco e nero attraverso l’Italia, ci ha sempre proposto le bellezze artistiche di una nazione che, con il suo patrimonio, è diventata testimone nel mondo della cultura che ha trasformato nei secoli la società.
Con “Palermo silente” l’artista torna alle origini, immergendosi, con umiltà, ma con tanto amore, tra le viscere di una città che lo ha visto bambino, riscoprendo vicoli e monumenti, chiese e palazzi, descrivendo le origini storiche di una città e di un popolo che affonda le sue radici nella preistoria, una città fondata dai Fenici tra il VII e il VI secolo A. C., abitata e dominata da numerosi popoli che hanno lasciato tutti un segno indelebile nei monumenti e nella popolazione indigena.
Ed ecco, allora, i mercati storici della Città, Ballarò e la Vucciria, mercato quest’ultimo splendidamente immortalato da Renato Guttuso in una tela del 1974, con le merci esposte per attrarre i clienti, il fumo emanato dalle carni poste ad arrostire, l’andare e venire della gente.
E percepisci le grida in dialetto di acquirenti e venditori, in un continuo movimento che ti ricorda il cuore di una Città che ami anche se sei lontano da essa.
E poi i particolari delle statue poste a guardia delle fontane, la Cattedrale, il Teatro Massimo, le bellezze di un luogo che non smette mai di stupire.
Palermo, città di mare, con il suo porto e le sue darsene, i vicoli che ti portano al mare, la storia raccontata dai suoi palazzi antichi, eppure attuali e vivi.
E’ un crescendo che ti fa amare questa città, fino a Monte Pellegrino, luogo sacro simbolo di Palermo per la sua Santuzza (Santa Rosalia), sempre nel cuore dei palermitani che l’hanno eletta a loro protettrice.
Un viaggio che si chiude con alcune immagini del paesaggio della Provincia di Palermo per testimoniare il legame indissolubile con l’area urbana, e del mare visto dal Foro Italico con sullo sfondo Monte Pellegrino, da sempre simbolo di Palermo.
Giuseppe Romano
Malcesine, 14/01/2026
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