venerdì 28 febbraio 2025

L'arte delle origini

 

UNIVERSITA’ DEL TEMPO LIBERO

MALCESINE – PALAZZO DEI CAPITANI


L’arte delle origini.


Da sempre l’arte, nelle varie declinazioni, ha seguito, passo dopo passo, l’evoluzione del genere umano a testimoniare la crescita della specie, fin dall’età peleolitica.

La lezione odierna, programmata dall’Università del tempo libero, ha come titolo “L’arte delle origini” ed è condotta da Francesco Ferrara che si occupa di storia dell’arte e che ci farà conoscere l’origine dell’arte e l’evoluzione che essa ha avuto nel corso dei millenni dalla comparsa della specie umana sulla nostra Terra.

Il paleolitico, ossia “età della pietra”, è il periodo della Preistoria in cui si sviluppò la tecnologia umana con l’avvento dei primi strumenti in pietra da parte di diverse specie di ominidi. Iniziò circa 2,5 milioni di anni fa e terminò 10.000 anni fa con l’introduzione dell’agricoltura e susseguente cambiamento della condizione sociale della specie.

La scoperta del Fuoco fu il primo elemento per determinare l’arte, consentendo anche il miglioramento del cervello umano che elaborò il concetto dell’immagine. I primitivi, infatti, non pensavano che l’immagine si potesse riprodurre, ma, probabilmente in modo casuale, scoprirono che l’immagine di una mano insanguinata poggiata su un muro rimaneva fissata o che una impronta di piede rimaneva sul fango che si essicava.

Il Prof. Ferrara ha focalizzato questa lezione su alcune grotte della Francia Meridionale e una della Spagna scoperte nel corso dei tempi: Grotta di Lescaux, Grotta di Cheuvet, Grotta di Pech – Merle in Francia e Grotta di Altemira in Spagna.

Queste grotte, con i loro dipinti, ci narrano la storia dell’uomo fin dai primi passi sulla terra. Gli animali raffigurati sono quelli cacciati per piacere e si scopre che alcuni di quegli animali dipinti sono, probabilmente estinti. Possiamo notare che, a livello di rappresentazione, c’è prospettiva, persa nel tempo e poi riscoperta con Giotto nel Rinascimento. Oggetto di visite turistiche, per evitarne il deterioramento, sono state fatte delle copie dei dipinti, con la conseguente chiusura delle grotte.

Disegni di cavalli, rinoceronti, altri animali del tempo, come per magia, gli autori visualizzavano immagini con due colori e con la tecnica dello sfumato, senza sapere perché era nata in loro la voglia di dipingere sulle pareti le immagini esclusive degli animali, omettendo di dipingere l’uomo che resta assente da questo racconto, per essere raffigurato solo dopo migliaia di anni.

Si presume che autore dei dipinti possa essere stato uno sciamano, anche se, da una attenta analisi, emerge poi la mano di diversi autori, con la constatazione che le bellissime immagini sono tutte ben proporzionate e disegnate come realmente viste.

Da sottolineare che tutte queste grotte sono state scoperte casualmente e successive ricerche hanno consentito di conoscere la bellezza delle opere dipinte sulle pareti e la storia di una era geologica che, altrimenti, non sarebbe stata conosciuta ed interpretata.

La grotta di Altamira, ubicata nel nord della Spgna, è una caverna spagnola famosa per le pitture parietali del Paleolitico superiore raffiguranti mammiferi selvatici e mani umane.

Saccheggiata, delle figure disegnate, da autori che hanno raggiunto fama mondiale (es. Picasso), è denominata la Sistinta della preistora per la predominanza del rosso nelle sue figure. Fu scoperta casualmente da un cacciatore locale (Modesto Cubillas), che informò Marcelino Sanz de Santuola che era uno studioso di preistoria. A seguito di visite successive, la figlia notò alcuni disegni di bufali sulla volta della caverna, con il necessario approfondimento di quanto scoperto e la logica conclusione che si trattava di pitture ruprestri paleolitiche.

Come si può evincere, la scoperta di queste grotte sono servite a “narrare” la storia del periodo paleolitico, ma è stata la nascita della scrittura ad arricchire la storia successiva dell’uomo. La data dell’invenzione della scrittura è convenzionalmente fissata intorno al 3200 – 3100 a.C. con l’uso di tavolette, contenenti numeri e ideogrammi, trovate nella grande città mesopotamica di Uruk (Iraq) e a Susa (Iran sud-occidentale).

Necessità commerciali sono state le cause dei primi movimenti di scrittura poiché nell’era neolitica gli umani escono dalle grotte e iniziano a costruire le capanne, trasformandosi in agricoltori, con la necessità di vivere in diverse capanne e formando i villaggi. La società si trasforma, con la realizzazione di utensili e vasi che decorano e cresce la necessità di comunicare e scambiare merci, utilizzando simboli per identificare i prodotti oggetto di scambio.

Maestri di queste tecniche gli Egizi ed i Sumeri con i geroglifici.

Dopo la “Scrittura” nasce la “Letteratura”, con un popolo (I Greci) che ha fatto della Letteratura un mezzo per trasmettere l’arte, raccontando anche la storia dei popoli.

Col trascorrere del tempo (300 d. C.) abbiamo il Mosaico, le sculture greche (Es. I bronzi di Riace – Magna Grecia), la pittura romana.

Dopo l’anno 1000, successivo ad un periodo di oblio, risorge la pittura con, in Italia, i capolavori che tutto il mondo ci invidia.


I nostri occhi sono rimasti incantati nello scoprire le meraviglie che lo storico d’arte Francesco Ferrara ci ha presentato, con un grazie speciale all’Università del tempo libero che ha inserito la lezione nel programma dell’anno accademico.

                                                                                              Giuseppe Romano

Malcesine, 26 Febbraio 2025

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