giovedì 22 settembre 2016

Il mio tempo

 
Il mio tempo
incastrato tra mura
ingrigite da polveri
sparse su foglie
autunnali e porfidi
violati da anonimi,
ha abbandonato orizzonti
grondanti parole.

Solo il borbottio delle acque
rompe il silenzio ancestrale
del meriggio accompagnato
dal sole calante che,
a passi lenti, anela
di unirsi alla luna.

Tra le pieghe maliziose
di giorni alternati alle notti,
fa capolino il tuo tempo
con l'incedere discreto,
ma saldo, invocando
audaci corsie da varcare.

Il mio tempo,
il tuo,
anni luce discosti.

                               Giuseppe Romano.


19/09 2016.
Palace Hotel Meggiorato
Abano Terme

sabato 27 agosto 2016

Sisma


Non ho voglia
di vergare parole.

Il buio ha cinto
il rumore della terra
che, simile al cobra,
ha attaccato inatteso,
seminando la morte
tra angeli e cherubini.

L'attimo di un respiro
ed i silenzi, accompagnati
dalla luna argentata,
tramutati in lacrime amare.

La terra, ingorda di sangue,
protrae la sua stupida danza.

Le parole perdute nel nulla.

                                    Giuseppe Romano


27/08/2016

Il 24/08/2016, alle ore 3,30,
un violento terremoto ha devastato
un intero territorio dell'Italia Centrale,
con epicentro ad Amatrice (RI),
provocando circa 280 morti e diversi feriti.


giovedì 21 luglio 2016

Clandestinità


Cos'è amarti
se non lo stillicidio
di parole controvento
poste ad arginare
l'andirivieni normale
di correnti circolari
indicanti strade senza dossi.

Strappare stelle alpine,
abbarbicate nell'anfratto
della vetta da scalare
passo dopo passo,
appagherà dell'immane
fatica consumata
per il sacrificio da donare
all'Eros impazzito.

Amarti un tumulto
aritmico da struggersi
nella clandestinità vissuta
con il silenzio della notte,
naviganti in balia delle onde
che rovesciano
barconi alla deriva.

                           Giuseppe Romano


21/07/2016

mercoledì 13 luglio 2016

Lacrimi amari

 

Lacrimi amari
pi stu paisi scurdatu
di tutti chiddi ca stannu
'nta l'artari maggiuri.

Sulu quannu i lamieri
si iuncinu, facennu nu bottu
ca mancu nu tronu di l'aria,
cu lu sangu nnuccenti
ca nesci di tutti i pirtusi,
allura scinninu chiddi
i l'artari maggiuri:
viremu, facemu, dumani...

Cu la terra ca continua
a firriari, li parenti, mischini,
arricogghiri sulu munnizza,
l'artari maggiuri addumatu
pi fari 'na bedda fiura.


                             Giuseppe Romano



13/07/2016

A ricordo delle vittime dello
scontro ferroviario avvenuto
ieri a Corato in Puglia con
27 morti e 50 feriti (bilancio
ancora provvisorio).






martedì 12 luglio 2016

Premio Arte e Cultura 2016


Comunico che alla XX Edizione Premio Internazionale "ARTE E CULTURA 2016" mi è stato conferito il Premio alla Carriera come da verbale che pubblico in estratto.
                                                                                                             Giuseppe Romano
                                                                     

XX Edizione Premio Internazionale "ARTE E CULTURA 2016"
  L'Accademia Internazionale ARTE E CULTURA Di Belle Arti, Lettere e Scienze M. Angrisani
Delegazione Regionale dell’Accademia Internazionale “Greci Marino” Novara,
  col Patrocinio: Senato della Repubblica, e dell’A.A.S.T. di Cava de’ Tirreni Salerno
  ha conferito alla SEZIONE POESIA LINGUA:

                                    Premio alla carriera

Angela Maria Tiberi, Annabella Mele, Contrut O’ Ion, Francesco Terrone, Giuseppe Romano

venerdì 8 luglio 2016

Alla Fassa

 

Lascia questo vento
che smuove le foglie
d'ulivo quasi in fiore,
increspando le acque
di Benaco al crepuscolo.



La tavola imbandita,
il lavarello e la polenta,
ore liete alla Fassa
con gli amici più cari,
i monti custodi del lago.

Giuseppe Romano


7/07/2016

lunedì 6 giugno 2016

Mostra Fotografica



Personale fotografica di Angelo Battaglia

“Passeggiando per la Cala” è il titolo della mostra fotografica di Angelo Battaglia, uno spaccato di vita di un posto caro ai Palermitani oggi restaurato in tutta la sua bellezza. Ventisei  foto che raccontano l’evolversi di questo porticciolo, esposte presso lo spazio eventi della Mondadori Megastore di via Ruggero Settimo, 16 a Palermo considerato il salotto buono della città.











Passeggiando per la Cala
Uno fra i posti più suggestivi di Palermo è La Cala, l'antico porticciolo a pochi passi da Piazza Marina che collega  la via F.sco Crispi con il Foro Italico. È il più antico porto di Palermo e fino al XVI secolo era l'unico punto di sbarco per le imbarcazioni che arrivavano in città. Palermo, infatti, deriva dal greco Panormus, ossia “tutto-porto, proprio perché questa insenatura naturale, delimitata dalle foci dei due fiumi cittadini Kemonia e Papireto, venne trasformata già dai fenici nell’approdo ideale per le loro grandi navi. Le sue dimensioni dovevano essere molto più grandi rispetto a quelle attuali e l’area era presidiata dall’imponente struttura del Castello a Mare, di cui sono visibili alcune torri all’interno del vasto complesso archeologico, oggi adibito a sede di eventi e concerti, e vi sono anche degli spazi espositivi ove vi è un omaggio dell’artista scomparso Andrea Di Marco alla città, una strana Ape Piaggio piena di cassette della frutta tutta dipinta di bianco che il pittore amava immortalare nelle sue opere, onnipresente nelle vie cittadine e nei mercati. Fino agli anni ’50 la Cala era teatro di un coloratissimo via vai di piccoli pescherecci in legno, sostituiti oggi da barche a vela e a motore molto più  lussuose, dalle  quali i turisti possono raggiungere il centro storico attraverso la “Vucciria” o risalendo Corso Vittorio Emanuele.  La zona era in pieno degrado, molto buia e male odorante per lo scarico cittadino; infatti veniva chiamata "Porta Carbone”. Ha una struttura curva e sembra uno di quei porti che solitamente si vedono in televisione, piena di imbarcazioni italiane ma anche battenti bandiere di tutto il mondo ancorate al molo, e dopo gli interventi strutturali è diventato un piccolo porticciolo che conserva sia la piccola flotta di pescherecci in legno che le nuove imbarcazioni moderne e veloci in vetroresina. La vicina presenza del mercato ittico fa si che di mattina si trasformi in commercio libero di pesce, per poi diventare un piccolo salotto cittadino punto di ritrovo, dove passeggiare a due passi dal centro storico, si può godere della vista di Monte Pellegrino e Monte Cuccio che proteggono la città. Si può fare una passeggiata lungo il litorale pavimentato, ottimo per i ciclisti e gli sportivi amanti della corsa, oltre a due punti di ristoro, le società dei club della vela e la canottieri di Palermo. Delle panchine bianche posizionate sul prato che guardano il mare sono un ottimo momento di relax e nelle giornate più calde il prato si trasforma in un solarium per grandi e piccini. La cala è quindi uno spazio piacevole e rilassante che, nelle ore notturne, diventa romantico con il suo fascino di luci ed ombre della città riflesse sul mare.
Angelo Battaglia

 

Come Camille Monet, nel suo quadro “La passeggiata con il figlio Jean sulla collina”, così Angelo Battaglia effettua la “Passeggiata per la Cala” con la sua fedele fotocamera.
Ci troviamo a Palermo in uno dei suoi luoghi più antichi e suggestivi del porto, meta di rilassanti passeggiate, di drink e di incontri con una bella vista sul mare, un luogo rilassante e fonte di ispirazione per questo sensibile autore.
Le immagini, che compongono questa mostra, più che una semplice documentazione della realtà rappresentano l’espressione di una curiosità che scopre situazioni e coglie particolari momenti contemplativi di questo affascinante luogo caro all’autore.
Le immagini di Angelo Battaglia dimostrano quanto sia possibile documentare senza in qualche modo reinterpretare il messaggio proposto che, necessariamente, viene filtrato dalla mente dell’autore oltre che dal suo mezzo fotografico.
Osservando questa mostra verrebbe da dire che la “Passeggiata per la Cala” assume un significato particolare anche in rapporto al luogo rappresentato; sono immagini che abbracciano amorosamente ogni particolare del circostante e insieme lo osservano da una invalicabile distanza, quella del passeggiatore solitario che - nel suo osservare attraverso l’apparecchio fotografico - riesce a restituirci nuove assonanze “dietro l’angolo”, nuovi colori, nuovi ritmi e … perché no … anche nuove emozioni visive. 
Giancarlo Torresani




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