E’
un invisibile filo conduttore che unisce le diverse vite che si
materializzano attraverso i capitoli del secondo volume di Marco
Tempestini “L’ultimo sogno di Einstein”, romanzo triller che
vuole essere (ed è) il seguito dell’altro
suo romanzo
“Le chiavi di Platone”.
Con
un finale a sorpresa che lascia l’attento lettore sbigottito ed
ammirevolmente sorpreso per una storia che aggredisce piacevolmente
chi legge, spingendolo ad inoltrarsi pagina dopo pagina per scoprire
quanto prima l’epilogo del mistero che avvolge
tutto il romanzo.
I
luoghi in cui sono ambientati i fatti, inoltre, vari e variegati,
distanti
tutti tra di loro, descritti
nel romanzo, denota una perfetta conoscenza degli stessi con
particolari che (per il lettore che ha avuto la fortuna di viverne
alcuni
personalmente) ritornano alla memoria con nostalgia.
Un
autore, Tempestini, che tiene sempre desta l’attenzione, con
dovizia di particolari che, comunque, non vanno mai sopra le righe.
Un
romanzo che, partendo da una
stazione di partenza,
alla fine torna alla stessa
stazione di origine,
come un cerchio che si chiude per ritrovare sempre le proprie radici.
Con
una chiusa finale sui semi e sull’acqua che sono l’inizio della
vita.
Giuseppe
Romano
22/07/2021