venerdì 13 febbraio 2026

Federico Barbarossa: la storia dell'Imperatore del Sacro Romano Impero.

 

UNIVERSITA’ DEL TEMPO LIBERO

MALCESINE – PALAZZO DEI CAPITANI


ANNO ACCADEMICO 2025-2026


- Federico Barbarossa: la storia dell’Imperatore del Sacro Romano Impero.

Relatore: Prof.ssa Donatella Danieli.


Nel vasto panorama della storia medievale, un personaggio che ha condizionato il percorso dei popoli europei negli anni 1.000 è stato l’Imperatore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa.

Sarà la Prof.ssa Donatella Danieli a narrarcene la vita e la storia al fine di illuminarci sul cammino che questo condottiero ha percorso.

A metà del XII secolo, in una Europa frammentata da diversi territori, nasce nel Castello di Waibligen in Germania Federico, figlio del Duca di Svevia Federico II di Homenstalfen (1090-1147); sua madre Giuditta era figlia del Duca di Baviera, detto Il Superbo, appartenente alla potente dinastia dei Guelfi.

Federico poteva pacificare le due grandi famiglie rivali (Guelfi e Ghibellini), ma quando Corrado III, re di Germania, morì prematuramente designò il nipote Federico a suo successore; Federico venne eletto all’unanimità re di Germania e, memore dei propri natali, ricondusse l’ordine nella Nazione per sottrarre la monarchia tedesca all’influenza della Curia Romana.

L’ambizioso progetto politico del nuovo Re era quello di restaurare l’unità imperiale, indebolita dall’autonomia dei Comuni italiani e dalla forza politica, oltre che religiosa, del Pontefice, al fine di riaffermare l’autorità imperiale sui comuni che, diventati autonomi, riscuotevano le tasse e coniavano una propria moneta appropriandosi delle cosidette “Regalie Imperiali”.

Nel 1153 Federico indice una Dieta a Costanza con l’ausilio dei nobili tedeschi e la partecipazione di Emissari del Papa.

Federico riceve la promessa di essere incoronato Imperatore a Roma se avesse ripristinato in Città il potere papale, minacciato dai romani e da Arnaldo da Brescia, e se fosse intervenuto contro la Città di Milano che voleva espandersi verso il Comune di Lodi che verrà distrutto dai milanesi

per la seconda volta nel 1158.

La Dieta di Costanza diviene, pertanto, l’occasione per preparare una spedizione in Italia con lo scopo di ottenere la corona imperiale dal Papa ed imporre ai comuni italiani un maggiore controllo per impedirne una piena autonomia.

Nel 1154 convoca una Dieta a Roncaglia per riprendere il controllo sui comuni e ribadire il diritto imperiale a riscuotere le regalie, ma provoca il malcontento dei comuni lombardi che chiedono anzi una maggiore autonomia. La risposta di Federico è feroce e nell’aprile del 1155 rade al suolo Tortona colpevole di essere amica di Milano.

Nel 1155 viene incoronato Re d’Italia a Pavia (15 Aprile) e Imperatore dal Papa a Roma (18 Giugno).

Arnaldo da Brescia viene condannato dal Papa al rogo e viene messo fine al Comune di Roma con i romani che affibbiano a Federico il soprannome di “Barbarossa” dal colore della sua barba.

Federico ritorna in Germania, attraversando le Alpi, con un appellativo che, per le credenze dell’epoca, richiamavano vari pregiudizi negativi attribuiti a quel colore rosso che incorniciava il volto e i capelli dell’Imperatore.

Nel 1157 il Papa invia a Federico Barbarossa, che si trovava a Besancon, un legato pontificio per chiedere la liberazione dell’Arcivescovo di Luni ricordandogli che gli aveva concesso la corona imperiale e che avrebbe potuto concedergli altri “Benefici”, con ciò facendo intendere che considerava l’Impero un Feudo della Santa Sede. Federico, sdegnato, fa sapere al Papa che lui l’Impero lo aveva ricevuto direttamente da Dio per il tramite del Papa.

Nel 1158 Federico torna nuovamente in Italia, convoca una seconda Dieta a Roncaglia, redige un elenco di diritti regi di cui si erano appropriati i Comuni italiani ed emana la “Constitutio de Regalibus” e la “Constitutio Pacis” al fine di costruire uno stato in cui tutti i poteri derivano dall’Imperatore sulla base del diritto.

La frattura definitiva tra il Barbarossa e i Comuni avviene con la nomina di Podestà Imperiali in ogni città.

Le nuove imposizioni dell’Imperatore suscitano la ribellione di molti comuni guidati da Milano e sostenuti dal Papa Alessandro III; l’Imperatore allora nomina un antipapa, scomunicato dal Papa Alessandro III, e nel 1162 rade al suolo Milano e successivamente, con l’arrivo dell’inverno, si acquartiera prima a Pavia e poi a Lodi. Dopo circa un anno la città si arrende e i milanesi vengono costretti all’esilio per 5 anni.

Per controllare i Comuni l’Imperatore invia Ufficiali Imperiali fidati che, però, vengono cacciati via da molte città a causa della tirannia alla quale venivano sottoposte.

Nel 1167 diversi comuni si alleano e formano la “Lega Lombarda”, sostenuta da Papa Alessandro III, iniziando una guerra che dura diversi anni.

Federico scende in ottobre per la quarta volta in Italia e indice la Dieta a Lodi; le Città presentano all’Imperatore numerose lagnanze che non vengono da lui raccolte. Al suo ritorno in Germania la Lega fonda, contro le prerogative dell’Imperatore, sfidandolo, una nuova Città in onore del Papa battenzandola Alessandria.

Intanto alcune città venete si erano alleate nella “Lega Veneta” e con i Comuni della “Lega Lombarda”. stringono una alleanza con il Giuramento di Pontida.

Il Giuramento di Pontida è messo in dubbio dagli storici perché non compare sui documenti dell’epoca e viene citato solo nel 1505; è certo che l’accordo tra i comuni prevede la difesa dall’Imperatore e dalle vessazioni dei ministri imperiali.

La storia del Giuramento di Pontida viene ripresa durante il Risorgimento dai “patrioti” italiani come esempio di liberazione dallo straniero per la conquista dell’indipendenza nazionale.

Federico Barbarossa nel 1174 annuncia, in una Dieta convocata a Ratisbona, una spedizione (la quinta) in Italia, ma il cugino “Enrico il Leone” si rifiuta di sostenere militarmente la spedizione.

Con solo 10.000 uomini, conquista alcune città del Piemonte e cinge d’assedio Alessandria per 7 mesi. La città resiste respingendo gli assalti imperiali, dando la possibilità alle milizie della Lega di correre in soccorso e costringendo l’Imperatore ad abbandonare il campo. Il 28 Maggio 1176 a Legnano la Lega sconfigge l’esercito imperiale.

Dopo la sconfitta di Legnano viene firmata a Venezia una tregua di 6 anni, con il riconoscimento di Papa Alessandro III come unico Papa. La Repubblica di Venezia assurge a mediatrice di livello internazionale, conquistando patti commerciali e la garanzia imperiale per i propri cittadini.

La tregua ridimensiona sul piano politico-militare la figura dell’Imperatore pur riconoscendolo sul piano diplomatico.

Preludio alla pace di Costanza, segna il fallimento del sogno universalistico di Federico e del suo tentativo di imporre un controllo diretto ai comuni italiani, riconoscendone l’autonomia.

Il 25 Giugno 1183, a Costanza, viene firmata la pace tra Federico Barbarossa ed i Rappresentanti della Lega Lombarda con il riconoscimento ai Comuni dell’autonomia politica e giuridica e la possibilità di emanare statuti; i Comuni si obbligano a prestare giuramento di fedeltà all’Imperatore, sottoponendo alla sua approvazione i nomi dei Consoli eletti.

Caduta Gerusalemme (1189) nelle mani dell’Emiro Salh-Ed-Din, Papa Gregorio VIII indice una nuova crociata e Federico Barbarossa, consapevole del suo ruolo di difensore della Chiesa, decide di raggiungere la Terrasanta alla testa di 12.000 uomini e 3.000 cavalieri, insieme al secondo figlio Federico Duca di Svezia e molti Vassalli.

Giunti sulle sponde del fiume Saleph (noto anche come Goksu), l’Imperatore, mentre stava attraversando il fiume, cadde improvvisamente nelle basse acque del fiume anatolico non riuscendo più a riemergere.

La morte giunge, quindi, in circostanze poco chiare (disarcionamento da cavallo, infarto, shock termico dovuto alla bassa temperatura delle acque del fiume); per lo storico arabo Ibn al-Athir Federico muore annegato a causa della pesante armatura indossata e l’esercito perde la sua compattezza per seguire in parte il figlio, che porta lo stesso nome Federico, fino ad Acri dove trova la morte anche lui.

La morte di Federico Barbarossa dà adito a diverse leggende, con l’Imperatore che, svegliatosi dopo una straordinaria battaglia, sorge il giorno del giudizio.


                                                                   Giuseppe Romano


Malcesine, 11 Febbraio 2026

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